Mercati – Fashion&Finance

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di Redazione 10 Agosto 2009 | 06:48
Il mondo dell’alta finanza sembra aver ripreso quota, con gli investimenti della scena statunitense in primo piano.

“La recessione è ufficialmente finita”. L’imperativo categorico di kantiana memoria non proviene da economisti o uffici governativi: il messaggio “emerge” dall’ecosistema sociale new yorkese. La settimana scorsa pare sia nato un nuovo market mover: Fashion&Finance, la scena notturna di New York dominata da feste alla moda su invito, è tornata ad essere popolata da investment banker e altri del mondo della finanza. Come a dire “i vecchi equilibri sono tornati”. Quando dati macro e analisi di premi nobel ed economisti non bastano per trasmettere la situazione corrente dell’economia, passiamo il verdetto a queste osservazioni empiriche di carattere sociale. Questa nota introduttiva, volutamente sarcastica, in realtà accompagna una piccola “svolta” in positivo del sistema economico epicentro della crisi: venerdì 7 agosto il dato sui salariati del settore non-agricolo sono scese meno del previsto ed il tasso di disoccupazione è sceso inaspettatamente al 9,4% dal 9,5% di luglio. Per la prima volta da tempo il Usd si è rafforzato sulla base di questa notizia e le due parole “exit strategy” spuntano come funghi in ogni dove. L’unico paese ancora in dubbio è la Gran Bretagna, dove addirittura si sta dibattendo sulla possibilità di elevare il livello di tassazione (V.A.T.) al 20% (dal 15% attuale) per dare un sostegno in più alle finanze pubbliche. Queste analisi mettono il Usd più favorito nel breve termine, mentre una debolezza quasi strutturale dovrebbe colpire la sterlina. Allo stesso modo anche il Canada ha sofferto un dato sull’occupazione lievemente sotto le attese e quindi si conferma la divergenza segnalata martedì scorso, con un UsdCad oramai stabilmente sopra 1,0800.  Passiamo dunque all’analisi tecnica. L’analisi dell’eurodollaro presenta delle novità rispetto a quanto fosse possibile ipotizzare sino a prima di venerdì pomeriggio. La mancata rottura infatti dell’area di resistenza, venutasi a creare nei pressi di 1.4440, ha portato il cambio, con la complicità dei dati americani, nei pressi della media degli ultimi 100 giorni, utilizzando un grafico a 240 minuti. Un grafico daily invece aiuta a comprendere come la tendenza di salita iniziata a marzo sia ancora totalmente intatta e come invece lasci le porte aperte ad un ulteriore indebolimento sino a 1.3850, punto dove si regge tutto le scenario.

Il dollaro, anche nei confronti dello yen, ha messo a segno un deciso recupero: in questo caso la rottura della resistenza a 95.80 ha prodotto una salita del cambio di circa 200 punti in poco più di tre ore. Contrariamente a quanto avvenuto nei confronti della moneta unica, in questo caso il movimento ha prodotto la rottura della tendenza di lungo periodo riaprendo la strada ad un ritorno del cambio, archiviata la nuova resistenza di 99 figura, al di sopra del livello psicologico di 100. Il supporto di questo nuovo impulso rialzista, si trova nella zona di fuoriuscita dal canale discendente, su candele daily, quindi prossimo a 96.30.

 

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