Al 75% degli italiani non interessano i servizi erogati dalle banche con terze parti

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di Max Malandra 24 Aprile 2019 | 13:00

Ampliamento dell’offerta dei servizi da parte degli istituti di credito e trasformazione digitale del settore bancario operata dalle Fintech. Due temi interconnessi che Simon-Kucher & Partners, società globale leader nella consulenza sul pricing, marketing e strategia commerciale, ha indagato in uno studio condotto tra febbraio e marzo 2019 attraverso diverse centinaia di interviste effettuate su un campione rappresentativo degli italiani bancarizzati.

In particolare, lo studio si è posto l’obiettivo di testare l’effettivo interesse degli italiani sui servizi finanziari innovativi ovvero sulle iniziative delle banche volte a fornire nuove funzionalità digitali o tecnologiche ai propri clienti; si tratta di un esercizio significativo per valutare l’opportunità che gli istituti di credito hanno per fare leva sulla fiducia dei propri clienti nonché per decidere come indirizzare i medesimi servizi e aspetti innovativi che attualmente sono trattati principalmente dalle Fintech.

Dall’analisi emerge che solamente il 25% degli intervistati dichiara un livello di interesse elevato o molto elevato per i servizi erogati dalle banche in collaborazione con terze parti; tuttavia si nota come il coinvolgimento aumenta significativamente quando il campione è chiamato ad esprimere una preferenza su servizi specifici.

In particolare, per il 60% degli intervistati i servizi innovativi più apprezzati sono la possibilità di aggregare i diversi conti correnti in un’unica app, mentre per il 40% si tratta della possibilità di prelevare e depositare in via automatica una somma su un fondo di risparmio.

Emerge infine forte e chiara l’importanza della protezione dei dati personali: anche se in via generale gli intervistati si son dimostrati d’accordo a condividere i loro dati personali con terze parti per poter fruire funzionalità nuove e aggiuntive (come quelle sopra citate), il 60% preferirebbe comunque che tali servizi venissero erogati esclusivamente dalle stesse banche; solo il 10% del campione si è dichiarato apertamente favorevole alle terze parti. Da rilevare come le evidenze non cambino in modo sostanziale per la fascia Millenials.

“L’analisi mostra vari dati interessanti ma credo vi sia una rilevazione particolarmente significativa collegata al tema della protezione dei dati personali e delle implicazioni derivanti dall’entrata in vigore della GDPR – ha dichiarato Enrico Trevisan, Managing Partner di Simon-Kucher & Partners. Le banche si trovano di fronte ad una grande sfida e opportunità: fare leva sulla fiducia che i clienti ancora riconoscono per proporsi come provider di servizi innovativi e intelligenti, in modo ancora più marcato per la fascia di clienti più giovani. Agendo in questa direzione, le banche potranno da un lato modificare la percezione che solo le Fintech siano in grado proporsi sul mercato come leader nell’offerta di servizi innovativi e dall’altro potrebbero riconsolidare l’asset strategico e imprescindibile della fiducia dei clienti.”

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