Focus sulle banche “challenger”

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di Max Malandra 26 Aprile 2019 | 14:30

Lo Studio PwC “Specialty Finance – Challengers Banks in Italy” è centrato sulle Challengers Banks, le banche che operano in segmenti specializzati del credito con modelli distributivi basati su canali alternativi (digitali e terze parti) e piattaforme operative digitali e flessibili.

Queste alcune evidenze:

  • La rivoluzione digitale, il cambiamento nei comportamenti della clientela e l’evoluzione regolamentare stanno portando ad un cambio di paradigma nel sistema finanziario e bancario, con nuovi player pronti a cogliere le opportunità di entrare in un sistema ancora molto basato su modelli tradizionali.
  • Esistono spazi di mercato e segmenti di clientela non serviti in modo ottimale dagli operatori esistenti e dove la forte specializzazione può essere fonte di vantaggio competitivo.
  • Uno degli ambiti a maggiore attrattività è lo specialty finance, inteso come credito specializzato alle imprese (SME lending, working capital management, factoring e leasing, corporate finance, restructuring), e alle famiglie (i diversi segmenti del credito al consumo, in particolare con i prodotti/servizi mirati su specifiche nicchie, ad esempio la cessione del quinto, il credito su pegno, il finanziamento del trattamento di fine servizio).
  • In quest’ambito operano diversi operatori, con diversa veste regolamentare (società finanziarie ex art 106, istituti di pagamento o società di servizi): il modello di banca permette la forte scalabilità e stabilità delle fonti di funding nel medio-lungo termine.
  • Nell’ultimo periodo si è utilizzato il termine “challenger banks” per identificare un insieme più ampio di nuovi operatori specializzati con modelli differenziati rispetto alle banche tradizionali. Definiamo “specialty finance challenger banks” le banche che operano in segmenti specializzati del credito, con modelli distributivi basati su canali alternativi (digitali e terze parti) e piattaforme operative digitali e flessibili.
  • Gli operatori che operano in Italia e all’estero con modelli specializzati mostrano strutture di redditività superiore (ROE) rispetto alle banche tradizionali, grazie a maggiore ritorni sugli asset, cost/income e costo del rischio più bassi
  • L’evoluzione verso modelli di specializzazione può essere un’opportunità sia per i nuovi entranti nel mercato finanziario/bancario italiano sia per percorsi di trasformazione delle banche tradizionali, alla ricerca di maggiore redditività
  • Specializzato non significa “piccolo”. La crescita e la trasformazione organica rischia di essere troppo lenta rispetto ai cambiamenti in corso: è tempo di accelerare le business combinations tra banche, società finanziarie specializzate e fintech

Pier Paolo Masenza, Partner, Financial Services Leader PwC, ha affermato: “Riteniamo le challenger bank e lo specialty finance tra gli ambiti più interessanti nei percorsi di trasformazione del sistema bancario; abbiamo avviato un osservatorio permanente per monitorare le evoluzioni dei modelli di business, in un confronto continuo con gli operatori più innovativi nel mercato”.

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