Biotech, l’outlook per il 2019

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di Max Malandra 26 Aprile 2019 | 16:00

I mercati azionari hanno iniziato il 2019 con un forte slancio. Gli indici azionari statunitensi ed europei hanno chiuso il primo trimestre con rendimenti totali positivi a due cifre. S&P (+13.7% in USD), Dow Jones (+11.8%) e Nasdaq Composite Index (+16.8%) hanno tutti e tre messo a segno una performance brillante. Anche i mercati europei, misurati dall’EuroStoxx 50 (+12.3% in EUR), dal DAX (+9.2% in EUR) e dall’SMI (+13.8% in CHF), hanno archiviato il trimestre in territorio positivo.

Allo stesso modo, il settore Healthcare ha segnato un rialzo, seppur inferiore a quello registrato dai più ampi mercati di riferimento. L’MSCI World Healthcare Index è salito dell’8.3%. I titoli farmaceutici e biotech hanno sovraperformato i più ampi indici del settore e il Nasdaq Biotech Index è cresciuto del 15.5% (tutti i valori in USD). Grazie alla sua solidità e diversificazione, il settore biotech ha dato prova di resilienza anche di fronte al fallimento di un importante farmaco in fase di sviluppo clinico avanzato di Biogen contro l’Alzheimer.

 

Outlook 2019 settore Biotech

BB Biotech prevede che le società in portafoglio raggiungano ulteriori importanti traguardi nel 2019, sostenendo la dinamica positiva del primo trimestre. Nel complesso, i titoli delle società biotech a grande capitalizzazione sono al momento scambiati a prezzi nettamente inferiori al valore intrinseco. Pertanto, i successi dei farmaci in pipeline e nuove acquisizioni societarie dovrebbero imprimere un deciso rialzo alle valutazioni. Si moltiplicano inoltre i segnali positivi sul fronte M&A.

Il sistema sanitario statunitense, ampiamente influenzato da Alex Azar (HHS) e Scott Gottlieb (FDA), continuerà a progredire verso una maggiore trasparenza dei prezzi, nonostante i disaccordi tuttora in corso tra contribuenti, distributori farmaceutici (Pharmacy Benefit Manager, PBM), fornitori e industria farmaceutica. BB Biotech si aspetta che il nuovo commissario della FDA Ned Sharpless, già a capo del National Cancer Institute, porti avanti le iniziative promosse da Gottlieb, dedicandosi inoltre alla riduzione delle barriere esistenti in termini di tempistiche, finanziamenti e accesso a nuovi farmaci innovativi.

 

Le modifiche al portafoglio di Bb Biotech

Il team di gestione ha continuato nel primo trimestre 2019 a ridurre gli investimenti in titoli large cap e a incrementare la ponderazione delle società a piccola e media capitalizzazione già in portafoglio, nonché quella di nuove società attive nel campo delle terapie geniche.

I proventi derivanti dalla vendita delle restanti azioni Regeneron e dalle continue prese di beneficio sulle posizioni in Gilead, Celgene, Incyte, Vertex e Ionis sono stati reinvestiti in Agios, Nektar, Kezar, Intercept ed Esperion. Essi hanno altresì permesso di finanziare l’incremento delle partecipazioni nelle società di terapie geniche Audentes e Sangamo. BB Biotech ha inoltre partecipato all’aumento di capitale di Myokardia, il cui ricavato contribuirà a sostenere lo sviluppo di Mavacamten, farmaco destinato ai pazienti affetti da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva e non ostruttiva, e a diversificare ulteriormente la pipeline.

Nel primo trimestre sono state incluse nel portafoglio due nuove società specializzate nelle terapie geniche. Crispr Therapeutics è un pioniere nel campo dell’editing genetico Cas9. Insieme a Vertex, Crispr ha iniziato la somministrazione del preparato CTX-001 a pazienti con emoglobinopatie quali la beta talassemia e l’anemia drepanocitica. Crispr ha inoltre in corso lo sviluppo, ancora nelle sue fasi iniziali, di terapie cellulari di prossima generazione, ad esempio le terapie allogeniche incentrate sui geni CD19, BCMA e CD70, prevalentemente per indicazioni oncologiche.

Homology Medicines sta sviluppando candidati sia per la terapia genica che per l’editing genetico. Nel primo ambito, il ritrovato di punta dell’azienda è HMI-102, un programma destinato agli adulti affetti da fenilchetonuria (PKU). Sul versante dell’editing genetico, invece, Homology sta mettendo a punto il programma HMI-103 per i bambini malati di PKU. A causa di mutazioni nel gene PAH, nei soggetti affetti da PKU è compromessa la funzione della fenilalanina idrossilasi. Questo enzima è deputato al metabolismo della fenilalanina, un amminoacido ottenuto esclusivamente attraverso la dieta. Con il suo approccio terapeutico, Homology trasporta nei pazienti copie funzionali del gene PAH servendosi di virus adeno-associati. Nel programma di editing genetico, l’azienda opera con due “braccia di omologia” che consentono un allineamento con la regione specifica del gene disfunzionale. Il processo di ricombinazione omologa, che avviene in modo naturale, corregge quindi il gene disfunzionale mediante sostituzione con una copia funzionale.

Nonostante i sempre più rapidi progressi della ricerca, queste società specializzate nelle terapie geniche e nell’editing genetico si trovano ancora nelle prime fasi di sviluppo. BB Biotech entra nel settore con decisione, ma anche con la necessaria prudenza, investendo circa il 4% del portafoglio in questo importante nuovo comparto tecnologico (31 marzo 2019).

I farmaci basati sugli oligonucleotidi stanno facendo passi da gigante, dando vita a tutto un nuovo filone nel settore sanitario. I prodotti antisense e quelli basati sull’interferenza dell’RNA hanno già generato rendimenti significativi per gli azionisti di BB Biotech, e il management ritiene che questo segmento abbia ancora molto da offrire in futuro. Sulla scia dell’imponente lancio di Spinraza, dell’evoluzione della pipeline e dei progressi compiuti nella tecnologia di piattaforma, la partecipazione in Ionis è cresciuta fino a divenire la posizione più rilevante nel portafoglio di BB Biotech. I gestori continuano a incrementare l’esposizione alle società specializzate nelle terapie a base di RNA, che ora rappresentano circa il 25% delle posizioni in portafoglio.

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