L’economia cinese continuerà a brillare: la view di Merian Global Investors

A
A
A
di Max Malandra 26 Aprile 2019 | 17:30

A cura di Vincent Che, gestore del fondo Merian China Equity, Merian Global Investors

La maggior parte degli investitori è consapevole del fatto che l’economia cinese sia cresciuta abbastanza rapidamente nel corso dell’ultimo decennio. Infatti, secondo i dati della World Bank, secondo il valore del dollaro nel 2010, nel 1990 la Cina rappresentava il 2,18% del Pil mondiale: nel 2017 il dato era salito al 12,69%.

Riteniamo che ci sia ancora spazio per un’ulteriore crescita economica significativa, dato che la principale economia asiatica mostra prospettive di crescita attraenti sul medio-lungo periodo. Il contesto demografico e l’alta densità di popolazione sono elementi di supporto. Il Pil pro-capite cinese era circa 8,8 mila dollari nel 2017, contro i 59,5 mila negli Stati Uniti, a dimostrazione dell’ampia possibilità per la Cina di ridurre questo gap.

Tuttavia, riteniamo che le dinamiche demografiche di per sé non saranno in grado di sostenere il passaggio a una nuova fase di crescita in Cina. Ci aspettiamo invece che le riforme implementate sin dal 2015 scateneranno venti favorevoli che alla fine dovrebbero aiutare a spingere i rendimenti azionari.

Tra queste, la più importante è stata la riforma dell’offerta, che ha già spinto i ROE (return on equity) delle imprese in settori più “alti” come quello bancario o dell’acciaio, anche se non ancora impattato sull’economia più in generale. I dati aggregati sui ROE in Cina hanno infatti mostrato un declino.

Riteniamo che in futuro le autorità cinesi si occuperanno delle riforme fiscali a livello di redistribuzione del reddito, modificando le politiche esistenti, come la sospensione di cambiamenti ai contributi previdenziali, in linea con la loro intenzione di migliorare i ROE in maniera più diffusa. In risposta dovremmo assistere più in generale a uno spostamento dell’enfasi dalla rapidità della crescita economica verso la qualità di tale crescita.

 

Navigare i mercati cinesi

Per gli investitori internazionali, il mercato azionario cinese potrebbe sembrare enigmatico e questo è uno dei motivi per cui riteniamo che scegliere un asset manager locale possa essere d’aiuto.

Il nostro processo è “quantamental” e combina tecniche avanzate e sistematiche con un’analisi fondamentale più tradizionale sull’azionario. Ciò sembra contrastare con l’approccio utilizzato da molti dei nostri competitor, che non hanno accesso alle skill, alla cultura dell’innovazione e alle risorse di un ente finanziario come Ping An.

Gestiamo un portafoglio concentrato e riteniamo che un approccio di high conviction come il nostro, ci permetterà di generare alpha per gli investitori sul lungo termine. il processo quantitativo di screening – che è in costante evoluzione – prevede anche che venga assegnato un “punteggio di alpha” ad ogni titolo compreso nel nostro universo. Ciò ci permette di scartare all’interno dell’universo circa il 25% con un punteggio inferiore e di focalizzare il nostro lavoro fondamentale, comprese analisi sulla crescita e sulle valutazioni, su un gruppo più ristretto di titoli.

In modo simile, la costruzione del portafoglio utilizza tecniche quantitative focalizzate su misure come value, quality, momentum e bassa volatilità, non solo per ottenere un portafoglio più bilanciato, ma anche per evitare rischi ed esposizioni involontarie.

 

Bilanciare rischi e rendimenti

Riteniamo che il mercato cinese offra grandi opportunità ma bisogna riconoscere le sue caratteristiche distintive. È un mercato generalmente meno trasparente rispetto, per esempio, a quello Usa e sapere come interpretare le politiche e le sue implicazioni richiede una combinazione di comprensione culturale, abilità linguistica ed esperienza.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Le tre variabili per la Germania

Asset allocation: quanto la Cina fa rima con profitto

Mercati: la Cina innesca il risk off

NEWSLETTER
Iscriviti
X