Dollaro, il massiccio posizionamento speculativo è fragile

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di Gianluigi Raimondi 7 Maggio 2019 | 12:00

Il settore manifatturiero Usa mostra segnali di rallentamento, gli investimenti e le vendite al dettaglio si stanno raffreddando, e la Fed segnala una pausa prolungata alla sua normalizzazione della politica economica. “Eppure – avverte Thomas Hempell – Head of Macro & Market Research di Generali Investments, le posizioni lunghe nette speculative sul dollaro sono ai massimo da oltre tre anni“. Quali sono le ragioni? Ecco di seguito la view di Hempell .

Il mercato del lavoro statunitense si sta dimostrando molto resistente, e le preoccupazioni sulla crescita nel resto del mondo rimangono ancora forti. L’amministrazione Trump hanno ingaggiato conflitti commerciali con la Cina e con altri partner commerciali, ma il danno legato all’incertezza che essi generano è percepito in maniera molto più forte al di fuori degli Stati Uniti. E le principali banche centrali, tra cui la BCE e la Bank of Japan, hanno seguito i passi della Fed, adottando una svolta accomodante nella propria politica economica.

In prospettiva ci aspettiamo una stabilizzazione dello scenario globale

La forte esposizione dell’Europa ai mercati globali e in particolare al recupero della Cina contribuiranno ad alleviare le preoccupazioni su un rallentamento più netto, lasciando il potenziale per un una curva dei rendimenti nell’area euro leggermente più ripida. Al contrario, gli Stati Uniti sentiranno sempre più gli effetti di una spinta fiscale che va affievolendosi. Una volta che lo scenario sarà diventato sufficientemente rassicurante, gli speculatori potrebbero cedere in fretta le loro posizioni lunghe nel sopravvalutato ‘biglietto verde’. Ciò non capiterà necessariamente nelle prossime settimane, ma è un tema che stiamo monitorando per la seconda metà dell’anno.

La quantità di dollari nelle riserve valutarie globali ha continuato a diminuire nel 2018, scendendo al 61,7% nel quarto trimestre, in calo rispetto al 65,4% di fine 2016. Nello stesso periodo di tempo la quantità di euro è invece cresciuta di 1,6 punti percentuali, attestandosi al 20,7%.

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