Investire nell’oro a buon prezzo

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di Max Malandra 9 Maggio 2019 | 12:30

A cura di Francesco Lavecchia, Morningstar

Trovare aziende di qualità nel settore dell’oro non è cosa facile. Gli operatori del settore devono far fronte alla volatilità del prezzo della commodity, per questo solo chi riesce a produrre a costi molto bassi è in grado di costruirsi una posizione di vantaggio rispetto ai competitor e dunque di generare rendimenti del capitale elevati. Tre aziende interessanti secondo gli analisti di Morningstar, sono Iamgold, Kinross Gold e Newmont Goldcorp. Nessuna delle tre aziende ha un Economic moat, ma al momento sono scambiate a un tasso di sconto rispettivamente del 40%, del 23% e del 25%.

 

Iamgold è la più scontata sul mercato

Iamgold è proprietaria di tre miniere (due in Africa e una in Canada) e ne gestisce una quarta attraverso una joint venture con AngloGold, ma in nessuna di queste è in grado di produrre a costi inferiori alla media del settore. Il gruppo canadese sta cercando, insieme al suo partner sudafricano, di disfarsi della proprietà di quest’ultimo sito produttivo per investire in asset più redditizi e al tempo stesso sta portando avanti una serie di iniziative per ottimizzare i flussi di cassa come il taglio della cedola e la riduzione dell’impiego di capitale. “Le nostre previsioni indicano un calo della produzione dalle 882mila once del 2018 alle 800-850mila once nei prossimi anni, che tornerà a crescere a partire dal 2022 con l’avvio dello sfruttamento di una nuova miniera nello stato dell’Ontario (Cote Gold project). Questo si tradurrà in un progresso medio dei ricavi del 10% nei prossimi cinque anni e in un’espansione del margine operativo dall’attuale 6% al 22,3% nel 2023. Il fair value stimato è pari a 5 dollari e vale a Iamgold un rating Morningstar di quattro stelle”, dice l’analista Kristoffer Inton (report aggiornato al 22 febbraio 2019).

 

Kinross cerca l’appoggio della Mauritania

La canadese Kinross Gold è una compagnia mineraria con asset presenti in America, Russia e Africa occidentale. Il sito di Kupol in Mauritania, una delle principali operazioni del gruppo, beneficia della vicinanza a uno dei depositi di proprietà. Questo le permette di produrre a costi relativamente bassi, ma non sufficienti a garantirle rendimenti del capitale superiori alla media dei competitor.  “Nel 2018 la produzione è scesa del 9%, sotto quota 2,5 milioni di once, ma le nostre previsioni indicano un output medio attorno ai 2,3 milioni di once a causa del bilancio negativo tra avvio di nuovi progetti e contrazione della produttività di alcune miniere. Il gruppo è in trattativa con il governo della Mauritania per l’ok alla seconda fase di esplorazione del suo sito, ma al momento assegniamo una probabilità del 50% che Kinross riesca a far approvare interamente il suo piano di allargamento. In base a queste ipotesi stimiamo un fair value pari a 4 dollari (per il titolo scambiato sul Nyse) e assegniamo a Kinross un rating di 4 stelle”, aggiunge Inton (report aggiornato 15 febbraio 2019).

 

Newmont Goldcorp è leader nel settore

Con l’acquisizione di Goldcorp, completata lo scorso 18 aprile e la finalizzazione della joint-venture con Barrick nello Stato americano del Nevada, Newmont Goldcorp è diventata la prima compagnia mineraria al mondo con una produzione attesa nel 2025 di circa 7,5 milioni di once. “L’operazione di M&A si è conclusa a un prezzo favorevole e promette di creare valore, mentre dalla partnership con Barrick ci aspettiamo interessanti sinergie con altri asset del gruppo. A nostro avviso il mercato non apprezza in maniera adeguata queste due operazioni e sottostima le potenzialità di crescita del gruppo. In base alle nostre previsioni, che indicano un progresso medio del 10% dei ricavi e del 35% degli utili d’esercizio nei prossimi cinque anni, la stima del fair value è pari a 40 dollari”, conclude Inton (report aggiornato al 25 aprile 2019).

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