Vallotto (OroVilla): “L’argento ha buone potenzialità di crescita”

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di Gianluigi Raimondi 15 Maggio 2019 | 15:00

A cura di Carlo Vallotto per OroVilla

La crescita del 4% nella domanda totale di argento per il 2018, che ha raggiunto 1.003 milioni once, ha segnato il massimo degli ultimi tre anni. La domanda di monete e lingottini è aumentata del 20 percento, sebbene l’aumento sia stato interamente guidato dalla domanda di lingotti d’argento, guidata soprattutto dal grande interesse manifestato verso il prezioso in India, dove la domanda è balzata del 115% in più lo scorso anno. Anche la domanda di gioielli in argento è aumentata del 4% nel 2018 a 212,5 milioni di once.

L’India è stata il driver principale in questa fase di crescita, spingendo la sua domanda di gioielli che hanno registrato un nuovo record. Ma la domanda è salita anche nel nord America, con gli Stati Uniti che hanno registrato un aumento del 7% registrando un massimo di 17,4 milioni di once. Similmente anche in Turchia, la domanda è aumentata del 20 percento a 1,6 mln di once, un livello visto solo nel 2009. I principali settori di domanda in ogni caso rimangono l’elettronica e le applicazioni elettriche nell’industria dei pannelli solari, che lo scorso anno ne aveva consumato 248.5 mln di once, con un aumento del 2% rispetto il 2017.

Cina, Stati Uniti, Giappone, Germania e India sono stati i principali centri di domanda in questa categoria. La produzione globale di miniere d’argento è scesa del 2% nel 2018, mostrando il terzo calo consecutivo annuale a 855,7 mln di once, a seguito di interruzioni dell’approvvigionamento in Canada, Guatemala e Stati Uniti. Per il secondo anno, la variazione più grande è derivata dalle miniere d’argento primarie, che contribuiscono al 26% sul totale delle forniture, diminuite del 7% nel 2018. Il settore piombo/zinco ha contribuito al 38 percento della produzione di argento come sottoprodotto, seguito da rame al 23 percento e oro al 12 percento.

L’offerta di “rottami” d’argento è scesa del 2% a 151,3 mln di once

I prezzi d’argento più bassi hanno scoraggiato i consumatori dal riciclare i loro oggetti di valore in argento. Il prezzo medio annuo dell’argento è sceso infatti del 7,8% a 15,71 dollariper oncia l’anno scorso, con i prezzi scambiati n un range compreso tra 13,97 e 17,52 dollari. Una combinazione di fattori, tra cui un aumento del dollaro USA, aumenti dei tassi di interesse, la disputa commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina, e una minore crescita dell’economia globale, e le proiezioni di crescita del Fondo Monetario Internazionale in diminuzione hanno influenzato il prezzo dell’argento lo scorso anno.

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