Inflazione attesa in calo, ecco le ragioni secondo Dws

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Avatar di Gianluigi Raimondi 30 Maggio 2019 | 15:30

Di recente sono successe cose strane sui mercati dei titoli di Stato

Dall’inizio dell’anno, la Federal Reserve si è allontanata da ulteriori aumenti dei tassi di interesse. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina si è intensificata. E il prezzo del petrolio è salito bruscamente. Tutti e tre questi fattori solitamente dovrebbero favorire le aspettative di inflazione a lungo termine. Ovviamente, prezzo del petrolio più alto e dazi più alti sulle importazioni cinesi, alla fine, per i consumatori americani si traduco in prezzi più alti. Invece, le aspettative di inflazione del mercato sono diminuite.

Il “Grafico della settimana” elaborato dagli analisti di DWS mostra i five-year-five-year-forward breakeven rates. Questi forniscono un’utile misura delle aspettative di inflazione media nell’arco di cinque anni. Normalmente, essi tendono a muoversi in tandem con il prezzo a pronti del petrolio. Ultimamente si è creato un divario. Ecco di seguito il grafico in oggetto e la view di Dws.

Al momento non è ancora chiaro il motivo. Forse, i prezzi del petrolio si correggeranno portando le due curve a convergere. O forse, gli investitori sono diventati più dubbiosi sulle prospettive di crescita degli Stati Uniti. Certamente, gli effetti di una escalation della guerra commerciale potrebbero andare ben oltre gli iniziali, transitori aumenti dei prezzi al consumo. I dazi e altre misure protezionistiche rendono il mondo nel suo complesso meno efficiente nella produzione di beni e servizi. Tuttavia, ci si aspetterebbe di vedere i primi segnali di ciò nei tassi di interesse reali, che sono strettamente legati al tasso di crescita reale a lungo termine dell’economia, piuttosto che nelle aspettative di inflazione.

Abbiamo una spiegazione alternativa. Forse, il vero mistero che sta dietro il nostro grafico della settimana non riguarda il motivo per cui il rapporto tra le aspettative di inflazione e il prezzo del petrolio si è rotto, ma il motivo per cui in passato ha resistito abbastanza bene. In realtà, non c’è una chiara ragione economica per cui l’attuale prezzo del petrolio dovrebbe avere importanza per l’inflazione tra cinque anni, figuriamoci per le aspettative di inflazione a lungo termine. Tuttavia, ci sono pochi altri indicatori affidabili su mercati così lontani. La recente ossessione per le aspettative inflazionistiche ci ricorda un po’ il tentativo del XIX secolo di individuare un legame tra l’attività delle macchie solari e i prezzi del mais. Non è stato ancora trovato alcun rapporto statisticamente affidabile tra il sole e il ciclo economico, anche se il tempo soleggiato sembra a volte migliorare l’umore degli investitori finanziari. Secondo una più recente teoria economica che teorizza queste relazioni apparentemente spurie possono essere molto potenti, se comportano un elemento di profezia che si auto-avvera.

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