Usa e Cina tra arti marziali e commercio

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di Gianluigi Raimondi 31 Maggio 2019 | 09:30

Washington e Pechino sono davvero ai ferri corti o piuttosto sono alle prese con una qualche sorta di arte marziale non violenta? Vontobel AM propende per la seconda ipotesi, non possiamo che consigliare di restare calmi per il momento. Naturalmente molti investitori si stanno chiedendo cosa fare dei propri titoli dei mercati emergenti. Mentre la diatriba potrebbe trascinarsi per mesi, se non addirittura per anni, il conflitto può essere risolto. Pur essendo in flessione, le azioni cinesi non sono certamente fuori dai giochi ed è quindi opportuno esaminarle più da vicino. Ecco di seguito la view dettagliata di Vontobel AM.

Data la nostra natura di investitori bottom-up, preferiamo sempre osservare le cose da vicino. La tempesta può infuriare ma ci preoccupa ben poco se non colpisce direttamente le società su cui investiamo. Di conseguenza, a dispetto dell’aggravarsi della diatriba commerciale tra Washington e Pechino, il nostro portafoglio di titoli asiatici, compresi quelli cinesi, risulta invariato per il momento. Attualmente riteniamo non ci sia motivo per intervenire sul rischio o ridurre la ponderazione delle società dei mercati emergenti. Anche se gli sfidanti hanno già preso posizione sul campo di battaglia, riteniamo che una risoluzione pacifica sia ancora possibile.

Nessuno ne conosce le tempistiche

Le tensioni commerciali continuano a rappresentare il fattore di rischio più importante per le azioni dei mercati emergenti. Probabilmente a inizio anno gli investitori sono stati un po’ troppo ottimisti rispetto agli esiti dei negoziati tra USA e Cina. Questo ottimismo ha dato slancio ai mercati finanziari a dispetto delle continue revisioni negative degli EPS, con gli analisti che hanno ridotto del 10% le previsioni di utile da inizio anno.

Pechino sarà la prima a cedere nel gioco del pollo?

Le arti marziali sono una questione di atteggiamento e nervi saldi, come nel gioco del pollo. A prima vista Washington è in una buona posizione per esercitare la massima pressione sul paese rivale. Essendo i maggiori consumatori al mondo, gli Stati Uniti sono il concorrente più muscoloso nello scontro e possono imporre rigide sanzioni su centinaia di miliardi di dollari USA di prodotti cinesi importati non ancora presi di mira (cfr. grafico). Ma è difficile dire se Pechino sarà la prima a cedere. Potrebbe eludere un colpo diretto, ad esempio aumentando ulteriormente le iniziative per stimolare l’economia. Di recente la banca centrale cinese ha allentato la propria politica monetaria. Ora le autorità potrebbero iniziare a iniettare liquidità nel sistema bancario, incrementando la spesa infrastrutturale e dando slancio ai consumi privati.

Nelle nostre prospettive per i mercati abbiamo affermato che le tensioni commerciali potrebbero trascinarsi per mesi, se non addirittura per anni. Quanto più si protrae questo clima di incertezza, tanto più ne risentiranno a nostro parere i fondamentali aziendali. D’altro canto è innegabile che entrambe le parti cercheranno a un certo punto un accordo per potersi concentrare su problematiche interne, come l’andamento della crescita economica in Cina e le elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Inoltre, i mercati azionari sarebbero penalizzati da una situazione fuori controllo, che rappresenterebbe uno scenario davvero problematico per entrambe le parti.

I mercati sono a un bivio

Per gli investitori può essere utile adottare una strategia attendista nel breve periodo, mantenendo le proprie posizioni e attendendo che la situazione si evolva in una delle due direzioni. Alla fine però gli investitori dovranno agire, ad esempio potrebbero guardare le valutazioni. I prezzi delle azioni cinesi sono scesi talmente tanto che le valutazioni stanno diventando interessanti e non c’è quasi più margine di ribasso – naturalmente fermo restando il rischio di una vera e propria guerra commerciale.

Focus sui titoli di qualità – a caccia di opportunità

Cosa comporta tutto questo per noi? Restiamo fedeli alla nostra strategia di investimento che prevede un particolare focus sulle società con driver degli utili specifici e una limitata sensibilità agli eventi macroeconomici. Come già accaduto negli anni scorsi, ci concentriamo su società importanti che potrebbero aumentare il rendimento sul capitale investito (ROIC) e che vantano valutazioni interessanti. La recente correzione delle azioni dei mercati emergenti potrebbe inoltre rappresentare un’opportunità per riprendere a investire in titoli di alta qualità, oltre ad essere un’ottima strategia per evitare di farsi coinvolgere nello scontro tra USA e Cina.

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