BFC Education – BlueAdvisor, puntata 28. L’educazione finanziaria come motore dello sviluppo civile

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di Daniele Tortoriello 31 Maggio 2019 | 08:30

Venerdì 31 maggio, alle ore 22.30, sul canale 512 di Sky o 260 del digitale terrestre, andrà in onda in prima TV la ventottesima puntata di BFC Education – BlueAdvisor, in cui Monica Rivelli, Responsabile Sviluppo Progetti e Networking Internazionale di FEDUF – Fondazione per l’Educazione Finanziaria e il Risparmio, affronta il tema dell’educazione finanziaria come motore dello sviluppo civile.

Si rileva da più parti che è importante parlare di educazione finanziaria perché è necessario educare al valore del denaro e considerare l’economia come una competenza di cittadinanza. Il problema risiede anche nel fatto che in campo economico gli Italiani hanno un gap di conoscenze che non sanno di avere.

L’educazione finanziaria può contribuire a equilibrare il rapporto tra risparmiatore e intermediari, in quanto tra essi è presente una asimmetria informativa molto forte e sapere quali domande porre può ridurla. A tal fine FEDUF ha posto in atto diverse iniziative indirizzate a:

  • Scuole: www.economiascuola.it;
  • Adulti: www.curaituoisoldi.it con sezione SOS e TG Utile;
  • Atleti: progetto Campioni di Risparmio.

Il valore del network per l’educazione finanziaria è fondamentale: è importante fare rete, mettere a fattore comune le esperienze per ottimizzare e non duplicare sforzi e risorse. Anche la famiglia, gioca un ruolo fondamentale nell’orientare l’acquisizione di specifici valori e atteggiamenti sulla gestione del denaro, favorendo una corretta educazione finanziaria fin da bambini. I bambini incontrano il denaro ancor prima dei quaderni di scuola: lo vedono nella vita di tutti i giorni quando i genitori fanno acquisti. Dare loro una paghetta può insegnare fin da subito a imparare il concetto di risparmio e a gestire le proprie risorse.

Nella situazione odierna è importante parlare anche di economia civile intesa come azione economica orientata alla felicità pubblica e al benessere collettivo, per andare oltre comportamenti opportunistici ed evitare problemi di free riding. Per l’economia politica il mercato è il luogo in cui ognuno, in modo egoistico, agisce per i propri interessi e in cui i meno dotati vengono esclusi. Per l’economia civile è invece il luogo del mutuo vantaggio, in cui ciascuno ha comunque un tornaconto personale (un vantaggio, appunto) agendo in un’ottica altruistica e di reciprocità. L’economia politica punta alla massimizzazione della ricchezza individuale per creare quella pubblica, mentre l’economia civile punta alla felicità pubblica.

Il tema dell’economia in senso generale è particolarmente importante per i giovani, in considerazione della nuova visione economica legata alla sostenibilità; esiste un legame molto stretto tra risparmio a sostenibilità. Si pensi semplicemente che ogni anno, tra distrazione e poca programmazione nel fare gli acquisti, gli Italiani bruciano 12 miliardi di euro, perché gettano nella spazzatura chili di alimenti che avrebbero potuto consumare. Tutti questi sprechi sono un problema per le risorse e il pianeta ed equivalgono anche a spreco di denaro. Si devono quindi adottare stili di consumo consapevoli premiando le aziende che tutelano l’ambiente, che creano lavoro, rispettano condizioni dei lavoratori, non inquinano. Più “votiamo con il portafoglio” più le aziende diventano sostenibili. Con questa logica anche in finanza è possibile scegliere come investire il denaro, acquistando titoli di aziende sostenibili, con regole di gestione chiare e corrette, attente all’ambiente e alle condizioni di lavoro.

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