In attesa delle nuove proiezioni economiche della Bce…

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di Max Malandra 3 Giugno 2019 | 17:30

A cura dell’Advisory di Cassa Lombarda

Nell’Eurozona gli indici di fiducia hanno registrato miglioramenti allontanandosi dai minimi degli ultimi anni, positive le indicazioni degli elevati livelli occupazionali. Negli Usa la seconda lettura del Pil 1Q ha evidenziato una crescita ampiamente in linea con le aspettative, del 3,1% annua, un valore di poco inferiore alle previsioni iniziali del 3,2%. La stima è stata accompagnata dalle revisioni al rialzo di esportazioni e spesa al consumo che, in linea generale, hanno mitigato alcune preoccupazioni sul breve termine riguardo alle prospettive statunitensi. In Cina ad aprile si sono contratti i profitti industriali così come l’indice Pmi manifatturiero che a maggio, dopo solo due mesi, è tornato sotto la soglia dei 50 punti in area di contrazione, stabile invece il Pmi servizi a livelli espansionistici.

 

Obbligazioni

La Commissione Europea ha inviato al Governo italiano una richiesta di chiarimenti in relazione al mancato rispetto del processo di riduzione del debito, con il rischio di una procedura di infrazione da €3,5 miliardi per Roma. I Btp hanno reagito nervosamente per tutta la settimana in scia al newsflow politico, specie alle dichiarazioni pro spesa del vicepremier Salvini. In settimana si è assistito al rally del “porto sicuro” con il rendimento dei Treasuries Usa decennali scendere sino al minimo del 2,20%, un livello visto l’ultima volta a settembre 2017, e i Bunds pari scadenza arrivare a -0,214%, su nuovi minimi storici dopo quelli di luglio 2016. La curva dei rendimenti negli Usa è parzialmente invertita con il decennale che rende meno delle scadenze inferiori all’anno. Questi livelli dei tassi alimentano le crescenti aspettative che la Fed sarà costretta a tagliare i tassi entro l’anno. L’apertura del fronte messicano nella guerra commerciale ha portato JP Morgan ad abbassare le stime di rendimento, a fine 2019, per il decennale americano all’1,75% dal 2,45% precedente.

 

Azioni

Il mese di maggio è stato negativo per le azioni europee ma è stato ben peggiore per le banche della regione, colpite dal nervosismo politico in Italia, dalle prospettive di un lungo periodo di bassi tassi di interesse e dal pessimismo degli investitori sui settori ciclici. L’indice Stoxx600 Banks ha archiviato a maggio il peggior calo da giugno 2016, il mese del referendum sulla Brexit. I mercati hanno poi scontato negativamente la guerra commerciale lanciata da Trump contro il Messico con il settore automotive particolarmente colpito. Negli Usa i tre indici principali hanno archiviato la sesta settimana consecutiva in calo, la peggiore serie temporale degli ultimi otto anni, e il primo mese dell’anno in rosso. Nel mese di maggio il solo indice Dow Jones ha perso oltre $1.500 miliardi di capitalizzazione.

 

Valute e materie prime

Il peso messicano si è indebolito del 3% dopo che Trump ha annunciato l’imposizione dal 10 giugno di dazi del 5% su tutte le merci importate dal Messico. I dazi aumenteranno progressivamente fino al 25% entro il prossimo 1 ottobre e fintantoché il Messico non fermerà i flussi verso gli Stati Uniti di immigrati irregolari. La banca centrale canadese ha lasciato i tassi all’1,75% e ha confermato il suo approccio attendista nonostante i segnali di una ripresa economica in atto dopo un fine 2018 e un inizio 2019 deboli. Tra il luglio 2017 e l’ottobre 2018 l’istituto aveva in precedenza aumentato il costo del denaro cinque volte, portandolo al top da 10 anni. Il petrolio ha registrato perdite notevoli a causa dell’escalation delle tensioni commerciali che penalizzano l’outlook globale e per i timori che i tagli alla produzione da parte dell’Opec non verranno estesi. Il future sul petrolio Wti ha archiviato il mese peggiore dallo scorso novembre con un calo di oltre il 16%.

 

Outlook

Questa settimana si riunirà la Bce e diffonderà la nuove proiezioni economiche. Nessuna modifica sui tassi è prevista, ma sono attesi maggiori dettagli sul programma di TLTRO. La Banca Centrale australiana (RBA) dovrebbe tagliare di 25 bps all’1,25% i tassi di interesse, con il rendimento del decennale australiano sceso settimana scorsa per la prima volta dal 2015 sotto il tasso ufficiale di 1,50%. Tra i dati economici di questa settimana si segnalano il PMI (indice dei direttori agli acquisti) manifatturiero per l’Eurozona di Markit che sarà pubblicato lunedì, seguito martedì dalla stima preliminare per l’inflazione e la disoccupazione nella regione. Mercoledì sarà invece il turno dei PMI compositi per Eurozona, India e Giappone.

Tra giovedì e venerdì negli Usa verranno pubblicati i dati inerenti il mondo del lavoro. Per il job report di maggio il consesus prevede la creazione di 185mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli, un tasso di disoccupazione al 3,6% (minino da 49 anni) ed una crescita dei salari al 3,2%. Gli investitori temono che un accordo Usa-Cina sia sempre più difficile da raggiungere, vista l’imprevedibilità di Trump, e la strada appare ancora più in salita da quando Pechino sta stilando la lista nera delle aziende Usa ritenute “inaffidabili” che al momento include FedEx, ma potrebbe includere Apple in risposta alle restrizioni contro Huawei volute da Washington.

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