Autogrill vuole tornare a crescere

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di Max Malandra 4 Giugno 2019 | 10:00

Autogrill è convinta di poter tornare a crescere: la società controllata dai Benetton ha diffuso stamane le linee guida strategiche e gli obiettivi finanziari per il triennio 2019-2021. Per riuscire a rafforzare ulteriormente la propria leadership globale Autogrill intende far leva su tre azioni strategiche: anzitutto continuare a far crescere i ricavi nei canali aeroportuale e delle stazioni ferroviarie, sia per linee interne sia tramite fusioni e acquisizioni, espandendosi allo stesso tempo in segmenti di mercato contigui.

Poi migliorare la redditività grazie a nuovi concept, innovazione e tagli dei costi; infine mantenere una allocazione disciplinata del capitale tenendo conto delle priorità strategiche, dunque anche valutando possibili nuove cessioni di concessioni del canale autostradale, come già avvenuto per le attività autostradali canadesi.

Passando ai numeri, per il 2019 il gruppo prevede ricavi a 5 miliardi, con una crescita trainata da Nord America e dalle attività internazionli mentre in Europa proseguirà la razionalizzazione del portafoglio. L’Ebitda underlying dovrebbe risultare tra i 450 e i 470 milioni, con un margine stabile per il Nord America e le attività internazionali e in significativo miglioramento in Europa grazie alle iniziative di efficientamento poste in essere negli ultimi mesi. L’utile per azione dovrebbe cadere tra  gli 88 e i 93 centesimi di euro, dunque nettamente superiore alle attese di consenso attuali (pari a 47 centesimi).

Per il periodo 2018-20211 i ricavi consolidati sono invece previsti in crescita a un tasso annuo di crescita composto (Cagr) del 4,5%- 5% fino a quota 5,3 miliardi nel 2021. La crescita dovrebbe essere trainata in particolare dal miglioramento delle performance “like for like” (a parità di numero di esercizi) e dal canale aeroportuale. Si punterà inoltre a far crescere il margine di Ebitda underlying a circa il 10% entro il 2021 (circa l’1,1% in più rispetto al dato del 2018).

Gli investimenti (Capex) dovrebbero stabilizzarsi entro il 2021 con un’incidenza sui ricavi tra il 5% e il 5,5% a fine periodo. Come risultato di tutto questo sforzo, si prevede un significativo miglioramento della capacità di generare cassa, tanto che il free cash flow a fine 2021 dovrebbe essere pari a circa 5 volte rispetto a quello registrato nel 2018. Proprio la maggiore generazione di cassa insieme alla maggior e flessibilità finanziaria dovrebbero consentire di poter contare su un massimo di 1,5 miliardi di euro disponibili per investimenti nella crescita, anche tramite acquisizioni.

Obiettivi importanti, che se centrati abbatterebbero, ceteris paribus, gli attuali multipli di mercato (prezzo/utile per azione pari a circa 19,2 volte, prezzo/fatturato pari a circa 0,46 volte), consentendo  un apprezzamento del titolo in borsa. Già ora gli analisti sono decisamente positivi sul titolo con 9 giudizi positivi (ben 7 “buy” e 2 “outperform”) a fronte di un solo giudizio negativo. Anche gli analisti tecnici restano per ora concordi nell’indicare un trend fortemente positivo del titolo a brevissimo termine con primi obiettivi a 9,25-9,30 euro per azione, circa un 3%-4% sopra i livelli attuali, e possibile estensione del movimento sino in area 9,35-9,36.

L’unico segnale discorde è dato dalle ultimissime sedute che hanno visto il titolo rallentare notevolmente la sua corsa (+0,5% nell’ultima settimana dopo la chiusura in rosso di un punto percentuale di ieri, avvio in calo di meno di mezzo punto stamane). Da ricordare che ai livelli attuali il titolo, che come altri del settore retail ha sofferto le continue tensioni commerciali tra l’amministrazione Trump e il resto del mondo (in particolare ma non solo Cina), si trova sotto i livelli di 12 mesi fa di circa un 15,5%.

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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