Nonostante le paure, economia Usa è ancora resiliente

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di Gianluigi Raimondi 6 Giugno 2019 | 14:30

Negli ultimi 18 mesi, gli investitori dei mercati del credito USA hanno dovuto affrontare una serie di difficoltà, dovendo muoversi tra ondate di volatilità innescate dall’attualità politico-economica. Le paure derivanti dalla Brexit, dalla situazione politica italiana, dalla guerra commerciale con la Cina e dal ciclo di rialzo dei tassi negli USA hanno pesato sugli investitori. Altri motivi di preoccupazione sono legati alla durata del ciclo del credito e alla possibilità di una recessione, temi su cui spesso ci viene chiesto un consiglio.

“Data la volatilità che si è verificata nell’ultimo trimestre del 2018, gli investitori avevano previsto, ancora una volta, una contrazione decisa dell’economia statunitense. Tuttavia, il dati del Pil del primo trimestre del 2019 ha rivelato un’importante sorpresa positiva e i fondamentali delle aziende si sono mostrati notevolmente resilienti“. A farlo notare è Kurt Halvorson, Portfolio Manager di Western AM, che di seguito dettaglia la propria vew.

Con il 95% dell’aziende inserite nell’indice S&P 500 che ha registrato utili nel primo trimestre, la crescita del fatturato continua ad essere forte e le vendite complessive sono salite del 5,3% su base annua. Di fatto, tra i segmenti all’interno dell’indice S&P 500, l’unico che ha ottenuto ricavi anno su anno inferiori è stato quello della tecnologia (-1,2%), un settore che, come ripetiamo spesso, andrebbe affrontato con molta cautela sotto l’aspetto creditizio. I titoli finanziari (+11,5%) e quelli del settore consumi (+8,4%),  ossia i principali traini dell’economia americana, stanno continuando a registrare una crescita importante. Il vento favorevole della riforma fiscale e della deregolamentazione si è dimostrato un’importante propulsore.

Sia chiaro, il ritmo della crescita è rallentato, ma come era lecito aspettarsi dal momento che l’economia reagisce al ciclo dei tassi. Tuttavia, nonostante nove rialzi dei tassi l’economia continua a generare una forte crescita dei ricavi, e questa è una testimonianza della forza dei suoi fondamentali. I fattori chiave da guardare da ora in avanti saranno il comportamento dei consumatori e l’impatto delle frizioni internazionali in ambito commerciale. Citigroup Research afferma che “analizzando le recenti osservazioni pubbliche fatte da dirigenti di oltre due dozzine di grandi società statunitensi, si nota che le aziende statunitensi di vari settori sono pronte a difendere i propri margini di profitto attraverso prezzi più elevati per gli utenti finali, nella misura consentita dalla pressione concorrenziale”.

Questo sarà uno sviluppo importante da osservare nel resto del 2019, in quanto potrebbe portare a problemi dal lato dei consumi o dei margini delle imprese americane, o addirittura per entrambi.

Tentare di prevedere la fine di questo ciclo del credito si è dimostrato inutile

Il nostro scenario di base è sempre stato che questo ciclo sarebbe durato molto più a lungo dei cicli del credito precedenti, a causa della sofferenza avvertita durante la grande crisi finanziaria e delle lezioni apprese di conseguenza. La nostra strategia rimane la stessa: finché i fondamentali dell’economia restano solidi e le aziende americane continuano a correre, sfrutteremo le fasi di volatilità per esporci ulteriormente sulle nostre partecipazioni core e continuare a investire sull’espansione economica.

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