Melman (Edmond de Rothschild AM): “Prudenza d’obbligo in questa fase”

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di Gianluigi Raimondi 6 Giugno 2019 | 15:00

“Qualsiasi flessione registrata nelle asset class di rischio, come la contrazione cui abbiamo assistito durante lo scorso maggio, è sempre un invito a rivedere la situazione per ridurre il rischio. Tutto ciò è oggi particolarmente interessante dato che il rally di inizio anno potrebbe avere un percorso più lungo dinanzi a sè. In questa fase preferiamo adottare una certa dose di prudenza“. Ad affermarlo è Benjamin Melman, CIO Asset Allocation and Sovereign Debt of Edmond de Rothschild AM, che di seguito dettaglia la propria view.

Il calo del mercato è stato relativamente lieve e le ragioni alla base della nostra recente cautela sono ancora valide. Nel breve periodo, il rischio di una guerra commerciale esiste e il mercato è diventato più rischioso a causa dei significativi posizionamenti short sul VIX, mentre, nel medio periodo, saranno sempre più evidenti i segnali di avvicinamento alla fase conclusiva del ciclo. Le valutazioni di mercato non sono eccessive, ma non ci sembrano neanche particolarmente interessanti, soprattutto perché ci troviamo nella fase di maturità del ciclo.

I mercati hanno in parte prezzato l’aumento del rischio di una guerra commerciale

Ma almeno una certa retorica protezionista probabilmente sopravviverà fino alle prossime presidenziali americane, dato che Donald Trump si ritiene il vincitore del voto. Per quanto riguarda la Cina, i Democratici hanno finito per abbracciare la strategia commerciale di Donald Trump. Una volta firmato un accordo, per quanto minimo, con la Cina, la successiva tregua lascerà a Trump la possibilità di concentrarsi sul settore dell’auto e sull’Europa. Occorre avere presente la già significativa portata delle importazioni di auto degli Stati Uniti e che, nel caso in cui l’accordo NAFTA 2.0 dovesse essere approvato, le case automobilistiche statunitensi perderebbero ancora in competitività a causa dei maggiori costi di produzione.

I recenti dati di PMI e IFO hanno leggermente affievolito le speranze degli investitori riguardo a una possibile ripresa di Cina ed Europa nel secondo semestre dell’anno. In realtà la grande differenza con la fine dei cicli precedenti è che le Banche centrali sono questa volta a sostegno del ciclo e potrebbero ancora una volta adottare una politica monetaria accomodante.

Il sostegno della FED non è però illimitato

La sua posizione al momento è neutrale senza uno specifico orientamento, per cui il taglio di 25 punti base che i mercati hanno prezzato entro la fine del 2019, è puramente una scommessa per gli investitori, senza alcun input specifico da parte della Fed. Per aspettarci un intervento della Fed sarebbe necessario un peggioramento più evidente dell’attuale contesto. Di conseguenza, è molto probabile che il sostegno della Fed ai mercati sia già completamente scontato; solo una correzione del mercato potrebbe aprire le porte ad un intervento più forte.

L’asset allocation

Allo stato attuale, il nostro posizionamento di portafoglio è ancora relativamente prudente. Inoltre, a seguito dell’aumento della pressione politica su tematiche quali il commercio internazionale, Brexit e l’Iran, abbiamo leggermente aumentato l’esposizione al dollaro.

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