Mediaset in attesa di nuovi annunci

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di Gianluigi Raimondi 7 Giugno 2019 | 10:19

Italia alla conquista d’Europa

Dopo la porta sbattuta in fiaccia a Fia Chrysler Automobiles dal governo francese, socio principale col 15% di Renault, che ha comportato il ritiro dell’offerta per arrivare a una fusione tra i due produttori, l’attenzione degli investitori torna a concentrarsi sul titolo Mediaset.

Cologno Monzese dopo aver comprato sul mercato il 9,6% del capitale (9,9% dei diritti di voto) di ProSiebenSat.1 Media con un’operazione subito definita “amichevole” da Pier Silvio Berlusconi e destinata a costituire il primo passo per un futuro polo delle televisioni commerciali in chiaro europee, ha smentito che si voglia arrivare a costituire una holding sul modello di Essilux (che controlla Essilor e Luxottica).

Il mercato è dunque tornato a speculare, come già a inizio anno, circa un prossimo riacquisto delle minorities di Mediaset Espana (controllata al 51,6% da Mediaset), che per alcune fonti potrebbe essere annunciato già in serata a mercati chiusi. Minorities che peraltro costerebbero, in caso di Opa sui prezzi correnti con adesione totale, non meno di un miliardo di euro (l’attuale capitalizzazione di Mediaset Espana è di 2,08 miliardi di euro) cifra che esaurirebbe ampiamente le disponibilità di cassa del gruppo, facendo svanire l’ipotesi di un dividendo straordinario a luglio.

In compenso l’apporto di Mediaset Espana a ProSiebenSat.1 Media (che capitalizza 3,5 milairdi contro i circa 3,1 miliardi di Mediaset) in un’operazione di fusione “carta contro carta” porterebbe il gruppo italiano a detenere attorno al 40% del nuovo soggetto che nascerebbe dalla fusione, diventando di gran lunga l’azionista di controllo di quello che, nel caso di apertura anche ai francesi di Tf1 (1,8 miliardi di capitalizzazione), diventerebbe a tutti gli effetti l’auspicato polo televisivo europeo, di cui Mediaset conserverebbe, sempre nell’ipotesi di ulteriori operazioni “carta contro carta” ai valori correnti, circa un 32%.

Una quota importante perché consentirebbe di mantenere in mani italiane la gestione del polo che nascerebbe sulla base di rapporti industriali consolidati. Mediaset Espana è infatti partner dal 2017 di Ebx, una joint-venture prorpio con ProSiebenSat.1 Media e Tf1 che gestisce una piattaforma congiunta per pubblicità digitale (in particolare campagne video programmatic che comportano la gestione automatizzata e su database di vendite e acquisti di pubblicità digitale).

Alla nascita di Ebx Stefano Sala, amministratore delegato di Publitalia ‘80 Spa (la concessionaria esclusiva di pubblicità del gruppo Mediaset in Italia) e consigliere di amministrazione di Mediaset, aveva commentato: “ Mediaset, Prosieben e TF1, in qualità di broadcaster leader in Europa, condividono la stessa visione strategica e gli stessi valori”.

Basterà ad evitare nuove diffidenze e porte sbattute in faccia ad un gruppo italiano che punta a crescere in Europa?

Gli investitori sembrano crederlo tanto che Mediaset continua a salire in borsa e stamane parte sopra i 2,67 euro per azione, allungando di oltre il 2% rispetto alla vigilia.

Gli analisti tecnici, che fino a qualche giorno fa erano negativi sul titolo a brevissimo ora sono neutrali (anche a breve e medio termine), rimanando moderatamente negativi solo a lungo termine, segno di un progressivo miglioramento del quadro operativo. Più positivi gli analisti fondamentali, che indicano in 2,82 il terget price di consenso. Anche sui livelli attuali il titolo non pare del resto eccessivamente caro in termini di multipli quotando circa 12,2 volte gli utili attesi (21 centesimi per azione), tanto più se il dividendo straordinario dovesse concretizzarsi in estate.

Da segnalare infine che alcune fonti indicano probabile lo spostamento della sede legale di Mediaset dall’Italia all’Olanda per motivi fiscali e per agevolare l’integrazione con ProSiebenSat.1 Media.

A cura di Luca Spoldi, Certified european financial analyst, 6 In Rete Consulting

 

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