Draghi delude il mercato

A
A
A
di Gianluigi Raimondi 7 Giugno 2019 | 17:30

Il Presidente della Banca Central Europea, Mario Draghi, ha confermato ieri l’intenzione di intervenire con un nuovo programma di acquisto titoli e un taglio dei tassi di riferimento, se sarà necessario per riportare l’inflazione in linea con gli obiettivi, senza però convincere i mercati. Per il momento l’unica azione concreta è una nuova TLTRO che consentirà alle banche di finanziarsi a basso costo con prestiti di lungo termine, per ravvivare l’economia incentivando il credito in quelle aree che soffrono di una riduzione della liquidità disponibile. Per rinnovare la fiducia degli investitori, viene anche proposta una conferma dell’attuale livello del costo del denaro per i prossimi 12 mesi, mentre i titoli in scadenza acquistati con l’asset purchase program continueranno ad essere rinnovati.

A giudicare dalla reazione dei mercati, Draghi non sembra essere stato abbastanza convincente con il suo intervento, forse per la prima volta limitato dalla scadenza del mandato ormai prossima, avvertono gli analisti di Wings Partners Sim, che di seguito dettagliano la loro opinione.

La reazione del mercato alle parole di Draghi

Il cambio euro-dollaro si è riportato nuovamente in area 1,13 , recuperando una figura rispetto ai minimi di giornata (toccati poco prima della conferenza stampa). Anche le aspettative di inflazione sono scese vicine ai minimi storici, non considerando attendibili le previsioni di un naturale incremento dei prezzi al consumo verso la fine del 2019, senza un intervento di stimolo. La BCE si è limitata ad usare una tattica simile a quella adottata dalla Federal Reserve, promettendo di intervenire in caso di un peggioramento dell’outlook, tuttavia gli operatori vedono questa impostazione meno credibile per l’istituto europeo, che ha meno armi a disposizione (considerando che i tassi nel Vecchio Continente sono già allo 0%).

Da considerare anche che la corsa alla successione di Draghi veda tra i favoriti il Presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, che si era in passato apertamente opposto al quantitative easing e, la sua eventuale nomina, lascia pensare ad una fine prematura di questa misura di allenta-mento monetario.

Nel frattempo le aspettative di crescita reale del PIL per il 2019 sono state riviste al rialzo di un decimo di punto rispetto alle previsioni marzo all’1,9%, mentre vengono ritoccate al ribasso di due decimi quelle per il 2020 all’1,4%. Sorte analoga per l’inflazione, che dovrebbe arrivare all’1,3% (+0,1%) quest’anno, ma che resterà lontana degli obiettivi anche il prossimo anno all’1,4% (-0,1%).

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Mercati, dividendi banche: il 23 luglio la Bce decide. I campioni del dividend yield

Risparmio gestito, Bce: the day after

Mercati, Bce: un’estate di acquisti

NEWSLETTER
Iscriviti
X