Petrolio, Arabia Saudita e Russia tracciano il percorso dell’Opec

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di Max Malandra 11 Giugno 2019 | 12:30

A cura di Nitesh Shah, Direttore della Ricerca, WisdomTree

Gli incontri a Mosca tra il Ministro saudita dell’energia Khalid Al-Falih e il suo omologo russo Alexander Novak confermano che sia il più grande membro dell’OPEC che il suo corrispettivo non-OPEC sono pronti a prorogare i tagli produttivi stabiliti all’inizio di quest’anno, in scadenza alla fine del mese.

Non è chiaro se i tagli saranno pienamente estesi, ma Al Falih ha detto che Arabia Saudita e Russia hanno posizioni simili sul petrolio. Il Ministro saudita ha dichiarato che avrebbe preferito non prolungare i tagli all’offerta, ma con il potenziale indebolimento della domanda causato dalle guerre commerciali globali, non vuole che il gruppo aumenti la produzione per controbilanciare il declino delle produzioni di Venezuela, Iran e Libia (tre membri dell’OPEC esenti dai tagli).

L’OPEC e i paesi non OPEC si incontreranno il 25 e 26 giugno. Storicamente la Russia e l’Arabia Saudita stabiliscono la loro posizione prima del resto del gruppo, indicando così la strada al cartello petrolifero. Sia Al-Falih che Novak dovrebbero essere presenti alla riunione del G-20 che si terrà a Osaka il 28 giugno.

Con la speranza che in quell’occasione si faccia maggiore chiarezza sul commercio globale, le due superpotenze petrolifere avranno un’ulteriore opportunità di calibrare le loro posizioni, contribuendo ancora una volta a definire la futura rotta politica per l’OPEC+.

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