Fondamentali e psicologia

A
A
A
di Redazione 2 Settembre 2009 | 07:22
Una delle domande che più spesso si riceve, stando dalla nostra parte della cornetta, cita più o meno così: “L’EurUsd (o il cambio in questione) si è mosso così per motivazioni tecniche? Oppure è stato qualcosa di fondamentale?”. In effetti, riuscire a cogliere la realtà nuda e cruda a volte è difficile: il prezzo di una qualsiasi attività finanziaria si muove solo in base alla sua domanda e offerta.

Il prezzo si muove “su” solamente quando ci sono trader disposti ad acquistare a prezzi maggiori; ed il prezzo si muove “giù” solamente quando ci sono trader disposti a vendere a prezzi minori. Sembra abbastanza semplice, eppure è un concetto di difficile assimilazione. In effetti, proprio per via di questa motivazione di fondo, nessuno “sa” precisamente dove andrà il mercato; ci sono solo possibilità e probabilità.

Le motivazioni di carattere fondamentale, assieme alle caratteristiche psicologiche degli investitori, creano una complessità non-indifferente che non si può certamente decifrare in ogni momento (a volte il mercato “si muove” e basta!). Per questo noi sosteniamo l’uso dell’analisi tecnica: per riuscire a “purificarci” da preconcetti fondamentali o di carattere psicologico e riuscire a “leggere” il mercato guardando alla pura domanda e offerta. Come diciamo da un po’ di tempo a questa parte: meglio fare trading su quello che si vede (sui grafici) e non su quello che si crede di sapere (perché nessuno può sapere dove andrà il mercato o cosa ha spinto il mercato in un particolare istante a fare uno spike). 

Con questa premessa guardiamo al mercato movimentato di ieri: la congiuntura USA continua a  stupire, specie il settore immobiliare. Il dato di ieri sulle vendite di case esistenti è stato molto buono (+13% rispetto a luglio 2008) sulla base di condizioni di credito facili, prezzi in discesa e sovvenzioni statali per gli acquisti di nuove case. Anche l’ISM manifatturiero USA è uscito migliore delle attese; ma allora, perché poi è crollato tutto e le borse hanno chiuso in negativo tirando giù i carry trade? Perché la psicologia, come dicevamo prima, è importante quanto i dati macro. Dunque notizie buone sul fronte congiunturale ma preoccupazioni sempre attive sul fronte bancario, sul destino della Cina e sugli effetti a medio termine degli stimoli fiscali del piano Obama spingono i trader alla cautela e alle prese di profitto anticipate.

Comunque l’EurUsd rimane nel suo range di protezione che vediamo oramai da inizio agosto. Una ultima tematica da toccare, prima di passare all’analisi tecnica, riguarda l’andamento della Sterlina. Le motivazioni qui sono, invece, di natura fondamentale: dai dati usciti ieri si conviene che gli inglesi stanno ripianando i loro debiti (eliminando quindi il credito al consumo) ad una rapidità mai vista prima d’ora. Dunque non stanno incrementando i consumi (come vorrebbe la BoE) bensì riducendo l’esposizione al circuito creditizio.

Ovviamente non è stato recepito bene questo dato in quanto la ripresa, si sa, dovrà partire dai consumi delle famiglie…ma le famiglie inglesi sembrano  aver scelto un momento un po’ delicato per fare i risparmiatori.

UsdJpy – grafico 240 min

Passiamo quindi alla consueta analisi tecnica, osservando come i movimenti di ieri hanno scombinato un po’ le carte in tavola sull’euro dollaro, dove nella giornata di ieri abbiamo assistito ad una discesa di almeno 100 punti. Questo movimento non fa altro che avvicinare i livelli considerati come supporti nel medio periodo. Se osserviamo un grafico a 240 minuti è possibile notare come questi prossimi livelli siano suggeriti da 1.4130 (primo pivot point di supporto di giornata coincidente con la trendline inferiore del canale rialzista iniziato a giugno) e da 1.4050, il minimo relativo degli ultimi 30 giorni di scambi.  

Nonostante la ripresa momentanea contro la moneta unica, il biglietto verde soffre ancora nei confronti dello yen. Continua infatti la tendenza di discesa del cambio incominciata ad inizio agosto a 97.70 ed il punto di arrivo di tutto questo potrebbe essere da ritrovare esattamente 6 figure più in basso: 91.70 non solo è il triplo minimo (su grafico a 240 min) degli ultimi mesi ma è inoltre confermato dalla trendline discendente che contiene tutto il movimento sopra descritto e che è stata più volte toccata senza mai essere oltrepassata.

La combinazione euro debole e yen in rialzo ha ovviamente prodotto un deprezzamento del cambio EurJpy. Le evoluzioni nel medio potrebbero risultare interessanti in quanto è stato superato il minimo di supporto relativo posto a 132.15. Ora graficamente lo spazio a disposizione della valuta del Sol Levante appare parecchio, anche se c’è ancora una piccola speranza, per la nostra moneta di casa, nei pressi di 131.40.

Concludiamo con la sterlina yen: il cambio sembra avere tutte le intenzioni di giungere a quel minimo di 146.80 indicato più volte, negli ultimi giorni, come minimo fondamentale. Perché questo si verifichi a breve, il cambio nelle prossime ore non dovrebbe oltrepassare l’attuale resistenza di 150.40 e la successiva di 150.90.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Forex: i target price di Goldman Sachs sui cambi principali

Forex, Euro Index in altalena prima di nuovo forte movimento direzionale

Il punto tecnico sul mercato Forex di Giovanni Maiani

NEWSLETTER
Iscriviti
X