Fine ciclo economico ma restano opportunità nelle infrastrutture

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di Gianluigi Raimondi 12 Giugno 2019 | 17:00

L’attuale fase espansiva globale dura da molto tempo, ed è stata caratterizzata da una crescita relativamente modesta, da un’inflazione molto contenuta e da rendimenti obbligazionari bassi. Più il ciclo avanza, più è lecito aspettarsi l’arrivo di maggior volatilità sui mercati azionari. Individuare il momento giusto per una rotazione verso i settori difensivi sarà dunque cruciale nel 2019, con l’avvicinarsi della fine di quello che sarà ricordato come il più lungo ciclo rialzista della storia recente. In questo scenario, l’investimento infrastrutturale potrà offrire protezione dalla volatilità azionaria, poiché storicamente i maggiori indici infrastrutturali tendono a performare difensivamente rispetto all’azionario globale.”. A dirlo è Nick Langley, Co-CEO di Rare Infrastructure (gruppo Legg Mason), che di seguito illustra la propria view.

Le infrastrutture rappresentano inoltre un importante trend secolare

Il McKinsey Global Institute ha stimato nel suo report del 2016 “Bridging Global Infrastructure Gaps” che – agli attuali tassi di crescita economica – circa 3,3 trilioni di dollari dovranno essere spesi in asset infrastrutturali ogni anno da qui al 2030. Vista la mole di spesa necessaria, è probabile che una percentuale crescente di essa verrà finanziata dal settore privato, soprattutto in paesi con debito sovrano molto alto.

Noi di Rare dividiamo le infrastrutture in quattro categorie: infrastrutture comunitarie e sociali, asset regolamentati, asset “user pays” (in cui l’utente paga quando ne fa uso), asset concorrenziali. La prima categoria non è molto rappresentata nei mercati azionari ed è molto sensibile ai rendimenti dei bond, motivo per cui non vi investiamo. Evitiamo anche gli asset concorrenziali – compagnie energetiche retail, logistiche, di esplorazione e produzione – perché troppo rischiose e con flussi di cassa troppo volatili. Dunque, gran parte delle nostre idee di investimento si concentra sugli asset regolamentati e “user pays”.

 

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