In attesa dei Payroll

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di Redazione 4 Settembre 2009 | 06:58
Probabilmente vedremo un dato negativo, perché di fatto la disoccupazione negli USA è in aumento ora che abbiamo un tasso di inflazione ai minimi termini. La disoccupazione USA probabilmente ha raggiunto il 9,5% e si dirigerà verso il 10% in dicembre.

“Thank God it’s Friday!” sarà probabilmente la frase più pronunciata oggi sui mercati. Non perché abbiamo assistito ad una settimana particolarmente fuori dagli schemi, ma perchè ci avviciniamo ai mesi (settembre e ottobre) storicamente peggiori per i mercati e quindi i trader devono essere in forze per resistere alla turbolenza. Inoltre la settimana non è ancora finita e proprio questa sera c’è il dato probabilmente più importante della settimana: i Non-Farm Payrolls. Probabilmente vedremo un dato negativo, perché di fatto la disoccupazione negli USA è in aumento ora che abbiamo un tasso di inflazione ai minimi termini  (e del resto chi avesse una infarinatura di macroeconomia si ricorderà che c’è un trade-off tra inflazione e disoccupazione). La disoccupazione USA probabilmente ha raggiunto il 9,5% e si dirigerà verso il 10% in dicembre. Dunque stiamo molto attenti a parlare di “exit strategy” e di ripresa: forse è meglio mantenere un parere molto più equilibrato e “noioso” come la BCE, che ieri ha addormentato sia il mercato che i giornalisti durante la conferenza stampa. Cautela e cauto ottimismo sono le parole più utilizzate di recente, e quindi la conferenza stampa di ieri non ha generato movimento alcuno. Forse proprio questa atmosfera di continua incertezza è il motivo per cui l’Oro sta registrando sempre nuovi massimi: ieri ha toccato i $1000 e non accenna a scendere. C’è una sorta di “flight to quality” anche nei metalli preziosi quindi. Potrebbe essere il  preludio di un dato sui payrolls pessimo? Lasciamo con l’interrogativo e passiamo alla consueta analisi tecnica.
L’analisi tecnica del cambio eurodollaro non presenta nessuna grande novità, oramai pensiamo sia chiaro a chiunque come il range operativo sia da considerarsi compreso fra 1.4050 ed 1.4450: in un contesto più di lungo, giornaliero per esempio(si guardi un grafico degli ultimi mesi), appare indirizzato a rialzo verso il ritorno ad 1.47 figura. Nel breve per la giornata di oggi, il supporto da considerare importante è dato da 1.4160, confermato peraltro dalla trendline ascendente sul grafico daily) e la resistenza 1.4360, livelli più ampi del solito ma ricordiamoci la pubblicazione dei dati sull’occupazione.


EurUsd – grafico daily

Il reciproco dollaro franco, ora nei pressi di 1.0625, mantiene dal 19 di agosto un range compreso all’interno di 200 punti: per le prossime ore sono da considerare ancora validi il supporto di 1.0520 e la resistenza a 1.0720.
Il dollaro yen, sempre inserito in un contesto di deprezzamento, fornisce uno spunto interessante dopo aver quasi toccato il doppio minimo nei pressi di 91.75: l’estensione di questa “ripresa” temporanea potrebbe giungere sino all’obbiettivo di 93.50. E’ da considerare molto importante il supporto, doppio minimo, sopra descritto perché un’eventuale rottura, lascerebbe molto spazio libero di apprezzamento allo yen, non essendoci più supporti chiave per almeno 170 punti.
Passando all’euro nei confronti della sterlina, il cambio si è particolarmente avvicinato al supporto chiave. Crediamo che 0.8680 sia da considerare come il punto più interessante per le prossime ore: un’eventuale rottura potrebbe ricondurre al minimo dell’anno a 0.84, archiviati i due altri supporti, meno importanti, di 0.8620 ed 0.8570.
Concludiamo con il dollaro/cananda, dove si intravedono livelli interessanti per entrare a favore di loonie nei pressi di 1.1070 ed 1.1120.

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