Mercati Emergenti favoriti dal dollaro più debole e rendimenti dei bond Usa in calo

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di Gianluigi Raimondi 20 Giugno 2019 | 17:30

Mercati Emergenti: Probabili nuove misure di stimolo in Cina

A parte poche eccezioni, a maggio i corsi delle azioni hanno ceduto significativamente a livello globale. Ecco di seguito la view di Raiffeisen Capital Management.

L’escalation del conflitto tra USA e Cina e l’indebolimento dei dati congiunturali in molte parti del mondo hanno alimentato i timori di una recessione economica globale più forte. La prospettiva di tagli dei tassi d’interesse negli USA a breve ha portato a una leggera ripresa dei corsi azionari all’inizio di giugno. Le valutazioni relativamente moderate e favorevoli su molti mercati azionari dei paesi emergenti sono quindi più che mai in contrasto con le incertezze di una escalation della guerra commerciale. Allo stesso tempo, vi sono segnali che il dollaro USA si possa indebolire leggermente nei prossimi mesi. Questo, unitamente al calo dei rendimenti delle obbligazioni USA, potrebbe stimolare le obbligazioni e le azioni dei paesi emergenti. Un rischio per questa prospettiva è il pericolo di un conflitto militare tra USA e Iran, finora ampiamente ignorato dai mercati.

 Quasi tutti i mercati azionari e delle materie prime hanno registrato un forte calo a maggio. L’indice MSCI EM ha ceduto oltre il 7%. La perdita del 6% circa dei mercati sviluppati non è stata così significativa. La Cina e le borse asiatiche sono state tra i maggiori perdenti, mentre Grecia, Russia e India, per esempio, hanno addirittura guadagnato, contrariamente al trend.

Timori di un rallentamento economico globale e ulteriore escalation del conflitto USA-Cina

L’escalation del conflitto tra USA e Cina e l’indebolimento dei dati congiunturali in molte parti del mondo hanno alimentato i timori di un rallentamento congiunturale globale più forte. Le aspettative di una prossima riduzione dei tassi d’interesse negli USA hanno spinto i mercati azionari leggermente verso l’alto all’inizio di giugno.

Ne hanno beneficiato anche i mercati obbligazionari emergenti (EM). Da fine maggio, le obbligazioni dei paesi emergenti hanno guadagnato significativamente sia in valuta forte che in valuta locale.

L’imprevedibilità come strumento della politica di Trump

Dopo aver l’intensificarsi del conflitto con la Cina – il presidente americano Trump continua a imporre sempre nuovi ultimatum e adotta misure che vanno ben oltre le questioni commerciali contro la Cina e le aziende cinesi – sembra che sui mercati finanziari stia iniziando una svolta. Un conflitto prolungato con possibili nuove fasi di escalation sta diventando sempre più lo scenario di base anche per quegli analisti che fino a poco tempo fa si aspettavano una rapida soluzione. Sembra quasi impossibile prevedere gli ulteriori sviluppi concreti. Ciò è tanto più vero in quanto il Presidente Trump ha annunciato più volte in modo esplicito che l’imprevedibilità era un elemento centrale della sua politica. Un accordo (temporaneo) nel conflitto commerciale potrebbe quindi paradossalmente essere raggiunto proprio quando quasi nessuno se lo aspetta.

Indipendentemente da ciò, un’effettiva risoluzione della rivalità per la supremazia globale sembra quasi impossibile nel prossimo futuro.

Valutazioni da moderate a convenienti, spesso buona situazione degli utili aziendali

Il conflitto di fondo tra USA e Cina dovrebbe quindi accompagnarci per molto tempo ancora, soprattutto perché a Washington c’è un consenso abbastanza ampio e interpartitico a favore di un “contenimento della Cina”. Questi fattori negativi vengono compensati da valutazioni azionarie abbastanza moderate e favorevoli e da un andamento relativamente positivo degli utili aziendali da molte parti. Anche il calo dei rendimenti USA e il dollaro USA potrebbero aiutare gli investitori nei paesi emergenti nei prossimi trimestri. Le prospettive sui tassi d’interesse e la crescita negli Stati Uniti nei prossimi mesi suggeriscono un dollaro tendenzialmente piuttosto debole, così come l’imminente fine della riduzione del bilancio della banca centrale americana.

Sono probabili nuove misure di stimolo in Cina

Dopo il recente indebolimento dei dati economici in Cina, ulteriori stimoli fiscali e monetari sembrano essere solo una questione di tempo e di portata. Nella seconda metà dell’anno, questo potrebbe portare a impulsi congiunturali positivi non solo in Cina, ma anche in altri paesi emergenti e in Europa. Nonostante i fattori negativi e le notevoli incertezze ci sono anche alcune cose che ci rendono ottimisti per il resto dell’anno.

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