Africa, dopo il rimbalzo torna qualche nuvola sui mercati

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di Stefano Fossati 27 Giugno 2019 | 13:00

All’inizio dell’anno si era presentata una buona opportunità tattica per comprare debito e azioni africani, in quanto i mercati erano ipervenduti, le valutazioni erano attraenti e il sentiment era depresso. Tutto sembrava pronto per un rimbalzo, che si è poi effettivamente verificato. Ora tuttavia, a seguito della forte ripresa di quest’anno, le valutazioni non sono più così attraenti e i titoli non sono più ipervenduti, mentre i fondamentali sono andati peggiorando.

“Siamo convinti che il mercato sia troppo ottimistico in merito a un possibile turnaround nella seconda metà del 2019: al momento questo scenario sembra poco probabile. Vi sono invece buone possibilità che i prezzi delle azioni di molte società diminuiscano”, commenta Erik Renander, gestore del fondo HI EMIM Africa, Hedge Invest Sgr. Questo è particolarmente vero nel caso del Sudafrica, dove l’economia sta attraversando un periodo estremamente difficile, con il Pil che è sceso del 3,2% nel primo trimestre. I risultati del retail sudafricano sono stati estremamente deludenti.

“Inoltre – prosegue Renander – abbiamo riconsiderato la visione rialzista che da lungo tempo avevamo nei confronti delle società minerarie ed energetiche. Il calo dei prezzi delle commodity alla fine del 2018 è stato sorprendente, mentre la ripresa del 2019 è stata debole, considerando l’interruzione dei rialzi dei tassi da parte della Fed, lo stimolo cinese e la scarsità dell’offerta. In particolare, ci saremmo aspettati una maggiore forza del prezzo del rame”.

In aggiunta, il continuo aumento delle scorte di petrolio, nonostante i tagli dell’Opec, è un segnale preoccupante della debolezza della domanda, simile a ciò che si osserva sul mercato del rame. Tenendo conto dei prezzi delle materie prime, le stime degli utili futuri per molte società minerarie ed energetiche risultano troppo elevate: è la prima volta si verifica questa situazione dal 2016.

“A fronte di questa situazione complessiva – conclude il gestore – nel corso degli ultimi due mesi abbiamo quindi riposizionato il fondo HI EMIM Africa, Hedge Invest Sgr, passando da posizioni lunghe su azionario e bond in valuta locale a grandi quantità di cash, con una riduzione dell’esposizione obbligazionaria e una piccola posizione netta negativa in azioni. Più nel dettaglio, a maggio abbiamo venduto tutti i bond ghanesi in portafoglio: il rimanente debito in valuta locale è concentrato tra Nigeria, Sud Africa, Kenya e una piccola parte in Egitto. Le nuove posizioni corte che abbiamo aggiunto riguardano i settori immobiliare, chimico, dell’esplorazione petrolifera e dell’estrazione mineraria”.

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