Trichet, sforzi di governo per una ripresa discontinua

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di Fabio Coco 10 Settembre 2009 | 10:20
Le banche devono avvalersi degli aiuti pubblici per rafforzare i propri livelli di capitale, mentre i governi dovranno impegnarsi a sistemare i buchi di bilancio, mantenendo alta l’attenzione per quella che si configura come una ripresa discontinua ed incerta.

Le banche devono continuare a rafforzare il proprio patrimonio e, qualora il contesto lo richieda, non dovrebbero rifiutare od usufruire degli aiuti governativi, soprattutto quelli concernenti le operazioni di ricapitalizzazione. Questo quanto emerge dal Bollettino di settembre della Banca Centrale Europea. Dal canto loro, i governi, però, devono assicurare il proprio impegno nel ripristinare quanto più velocemente possibile, le finanze pubbliche, al fine di conseguire una gestione sana e prudente di bilancio. Gli Stati, infatti, devono iniziare a lavorare già per i bilanci di previsione nel 2010, approfittando dei segnali positivi che provengono dal mercato. Le previsioni di produzioni nazionali che tornano in positivo nel 2010, dovrebbero conoscere momenti ancora migliori nel 2011, anno in cui gli sforzi di risanamento pubblico dovranno intensificarsi. Gli aggiustamenti strutturali, infatti, dovrebbero superare lo 0,5% del Pil su base annua; i Paesi con disavanzo o debito pubblico maggiore, però, dovrebbero conoscere un aggiustamento annuo pari ad almeno l’1% del Pil, così come recita il secondo Patto di Stabilità e Crescita. 

“Ormai è indispensabile attuare delle strategie di riequilibrio dei conti con delle ambizioni realistiche, sostenute da misure strutturali concrete”, è scritto nel bollettino di Francoforte.

L’inversione da marzo di tendenza del ciclo economico non è un fenomeno certo e sostenibile, anzi rimane alto il livello d’incertezza e, se banche e governo abbasseranno il livello d’attenzione, si potrebbero creare i presupposti per nuovi ribassi economici. La prudenza deve restare alta, in quanto la ripresa economica si configura come discontinua, vista la natura temporanea di alcuni elementi che sostengono il recupero dei mercati finanziari, ma anche dei settori non finanziari.

La situazione, difatti, è lungi dall’essere soddisfacente. Per i mesi a venire, si potrebbero conoscere nuovi aumenti nei livelli del tasso di disoccupazione in Europa (a luglio salito al 9,5%), mentre la capacità produttiva rimarrà ancora bassa. Per il terzo trimestre 2009, si prevede un’ulteriore stabilizzazione dell’economia, dopo la modesta contrazione dell’Eurozona nel secondo (0,1%).

In Italia, però, la recessione sarà pesantissima: i dati preliminari dell’Istat riportano un calo dell’attività produttiva del 6% nel secondo trimestre dell’anno rispetto al periodo 2008, ed un calo dello 0,5% rispetto al primo trimestre dell’anno. Sempre peggio. Si tratta della peggiore performance mai registrata dal 1980.

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