Metalli preziosi, è il momento del platino

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Avatar di Stefano Fossati 10 Luglio 2019 | 15:30

“Il palladio ha messo a segno una grande performance, con un aumento del 140% negli ultimi 3 anni (dal 6 giugno 2016 al 6 giugno 2019), mentre il platino, suo metallo gemello, nello stesso periodo ha registrato un risultato deludente crescendo solo del 35%, principalmente a causa dello scandalo del “dieselgate” scatenato dalla Volkswagen nel 2016″. Lo sottolinea Aneeka Gupta, Associate Director – Research di WisdomTree: di seguito la sua analisi sulle opportunità del platino nel 2019.

Benché, tendenzialmente, i due metalli preziosi siano strettamente correlati fra loro, dal momento che il loro uso è destinato in gran parte (circa il 40% per il platino e il 75% per il palladio) al settore automobilistico, le loro performance recenti hanno evidenziato un andamento divergente in modo significativo. Dopo aver raggiunto un massimo storico pari a 1.599,6 dollari Usa all’oncia troy il 20 marzo di quest’anno, le quotazioni del palladio hanno cominciato a scendere.

“A nostro avviso – puntualizza Gupta – l’attuale correzione dei prezzi del palladio era attesa da tempo e non è ancora finita, essendo in vista un ulteriore ribasso. Tuttavia, nel caso del platino, è cominciata la ripresa dei prezzi e i fondamentali indicano un ulteriore rialzo nel 2019. Il 18 marzo il rapporto tra palladio e platino ha stabilito un record (1,888) e, da allora, ha iniziato a scendere poiché i prezzi del platino sono in ripresa e quelli del palladio in declino”.

Il settore automobilistico globale sta registrando un rallentamento dopo aver segnato un record di crescita nel 2018. Nonostante il rallentamento, nel periodo 2019-2021 entrerà in vigore una legislazione più rigorosa a livello globale che – secondo l’esperto – probabilmente favorirà la domanda del platino e del palladio. I convertitori catalitici a benzina utilizzano il platino o il palladio in combinazione con il rodio, mentre i convertitori catalitici diesel richiedono una quantità di platino molto maggiore. “Secondo le nostre previsioni, l’adozione di limiti di emissione per i veicoli pesanti in Cina e in India alimenterà la domanda di platino rispetto al palladio”.

Secondo le previsioni, la domanda di gioielli, pari al 30% circa dell’utilizzo del platino, rimarrà debole nel suo mercato primario (la Cina). Tuttavia, in India il consumo di platino utilizzato nei gioielli è destinato ad aumentare, pur partendo da una base contenuta. Ci si attende inoltre una forte domanda proveniente dal comparto delle applicazioni industriali (che rappresentano il 18% dell’uso del platino) per via di fattori strutturali, con le società dei settori del vetro, del petrolio e del settore chimico che permettono di soddisfare la domanda di prodotti quali fibra di vetro, plastiche e siliconi.

Dal punto di vista degli investimenti, la domanda di ETF (Exchange Traded Funds) sul platino ha acquistato uno slancio notevole dall’inizio del 2019 (grafico sotto) e si prevede che continui a crescere verso la fine dell’anno. Per contro, gli ETF sul palladio hanno subito deflussi considerevoli. Gli investitori in ETF hanno venduto 85.000 once di palladio dall’inizio del secondo trimestre e ben 100.000 once dall’inizio dell’anno.

“In conclusione – prevede l’analista – dopo aver registrato una performance relativamente debole rispetto al palladio nei tre anni precedenti, i prezzi del platino dovrebbero trarre beneficio dal contesto normativo in evoluzione nel comparto automobilistico, dalla maggiore domanda a scopo di investimento e dalla stabilità della domanda proveniente dal settore industriale”.

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