Sterlina sotto pressione

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di Redazione 16 Settembre 2009 | 07:20
Il mercato punisce la sterlina: anche stamani ci affacciamo al mercato con una sterlina che rimane sotto pressione dopo il discorso di Mervyn King al parlamento.

Il governatore della Bank of England infatti ha accennato alla possibilità di dover aumentare il programma di Quantitative Easing, mettendo in discussione qualsiasi segnale di recupero. Nell’area euro invece lo Zew di ieri è uscito al livello più alto da 3 anni a questa parte ma è rimasto comunque inferiore alle attese e quindi l’Euro si mantiene forte ma forse solo oggi riuscirà a testare 1,4730.

Un altro motivo per la solidità dell’Euro contro il Usd è stato creato da Bernanke durante la notte, che ha di nuovo affermato la volontà della Fed di mantenere le condizioni monetarie lasse per tempo a venire (non si stanno quindi cercando exit strategy). In effetti il mercato si aspetta una strategia di uscita da un momento all’altro; a noi sembra abbastanza prematuro, visto che comunque il mercato del lavoro (uno dei settori chiave per valutare la ripresa dell’economia) rimane sotto pressione. 

Nella mischia, questa volta, si getta anche il grande Alan Greenspan: una voce che oramai è discorde dalla politica attualmente adottata dalla Fed e che dirige l’attenzione alla politica monetaria accomodante a livello globale. Greenspan quindi si mostra più preoccupato per l’inflazione galoppante che si potrebbe scatenare non appena le condizioni del mercato immobiliare e del lavoro migliorano.

Forse non ha tutti i torti, ma il suo successore Bernanke è il migliore Inflation Targeter del mondo e quindi sarà difficile che gli sfugga di mano la situazione. Infine, lo ricordiamo, non abbiamo motivo particolare per temere l’inflazione in questo momento: l’economia si sta stabilizzando ma non siamo ancora pronti per il decollo.

Passiamo, come sempre, all’analisi tecnica parlando del cambio più scambiato. All’eurodollaro manca oramai davvero un soffio per giungere al massimo degli ultimi dodici mesi, più volte indicato, di 1.4725. A supporto di questo movimento possiamo trovare due livelli: il primo a 1.4650, individuabile su un grafico a 10 minuti per esempio, e 1.4590 su un grafico più di lungo periodo. Quest’ultimo è da tenere in buona considerazione se il cambio eurodollaro dovesse fare uno storno improvviso: è un’area di buon acquisto di euro confermata dalla coincidenza della trendline rialzista dal minimo del 4 settembre a 1.4180 e dalla media mobile esponenziale a 100 periodi.

EurUsd – grafico orario

Il dollaro yen nella giornata di ieri ha confermato quanto sia importante il livello di 91.65. Testato ancora una volta, questa volta come resistenza, questo è il livello da superare per rivedere nel medio periodo una strada di risalita ed abbandonare le speranze di 87. In giornata attenzione al supporto di 90.80 e 90.30.

Il cambio UsdChf è stabile nei pressi del minimo degli ultimi 14 mesi di trading, con la consapevolezza che un’ulteriore rottura condurrebbe il cambio al livello psicologico, nonché tecnico, di 1 figura.
E stato molto deciso il movimento visto ieri sul cambio EurGbp. Ora  sono due i livelli da considerare per un posizionamento sul cambio: 0.8840 come supporto e 0.9040.

Concludiamo con l’eurofranco: negli ultimi anni non è possibile riscontrare un movimento laterale di questo tipo con i due livelli ben chiari in testa di 1.50, supporto, e 1.5440, resistenza. Nel breve, invece per la giornata di oggi consigliamo di prestare particolare attenzione al supporto di 1.5110 e alla resistenza di 1.5210.

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