Ritorna la fiducia

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di Redazione 17 Settembre 2009 | 06:53
Anche nel paese del sol levante si fiuta l’odore della stabilizzazione economica. Nella notte la Bank of Japan ha lasciato i tassi di interesse invariati allo 0,1%, elevando al medesimo tempo le aspettative per l’economia nei mesi a venire.

Il settore manifatturiero mostra un ritorno all’ottimismo dopo due anni di tumulto, mentre anche il settore dei servizi mostra una ripresa incoraggiante. 

Lo Yen comunque non ne ha beneficiato particolarmente, visto che i consumi privati e gli investimenti delle imprese sono due settori chiave che rimangono sotto tono.  Dall’altra parte del Pacifico i green shoots ogni tanto fanno breccia nel cuore degli investitori: anche ieri tasso di inflazione (CPI) e produzione industriale negli USA hanno mostrato segni di ripresa, rispettivamente in crescita dello 0,4% e 0,8% mese su mese.

Dunque azionario in ripresa sulla base di queste buone novelle, ma soprattutto è la fiducia degli investitori a fare la differenza in questo contesto. La fiducia infatti è l’olio che lubrifica gli ingranaggi del sistema finanziario: prestiti, investimenti, finanziamenti, consulenze, gestione patrimoniale…tutto si poggia sulla fiducia. Quando torna la fiducia, torna la liquidità nel mercato, gli scambi diventano più agevoli e quindi si può ripartire.

Speriamo che la fiducia, dopo queste lezioni importanti, non sia comunque una fiducia “cieca” bensì ponderata, con il solito spirito di buon senso che noi cerchiamo di infondere e chi ci legge. Potrebbe sorgere la domanda – legittima – del perché torna la fiducia ma il dollaro USA rimane sotto pressione: in realtà è un beneficio per il dollaro, e gli investitori lo sanno. La price action nei mercati illustra quanto le valute siano importanti in questo contesto. Il greenback ha raggiunto il minimo da un anno a questa parte contro Euro, Aud e Kiwi, e questa debolezza comunque ha facilitato il rialzo nell’azionario e nelle commodities. 

Alla fine ce l’ha fatta! Il cambio eurodollaro, si è fatto un po’ attendere ma, è riuscito a raggiungere, e superare seppur di poco al momento, la resistenza di 1.4720, che da alcune settimane sembrava voler attrarre il cambio.

Per ipotizzare ora dove possa giungere la moneta unica nelle prossime settimane dobbiamo necessariamente utilizzare un timeframe per lo meno giornaliero. Questo ci aiuta a osservare come esattamente un anno fa vi un altro livello di massimo che potrebbe ora essere la nuova resistenza, dove quindi alleggerire posizioni lunghe di euro: stiamo parlando di 1.4865, visto per l’esattezza il 22 settembre 2008, dopo una repentina salita da 1.3890.

I supporti a quest’ultimo movimento favorevole all’euro sono ora 1.4450 e una figura più sotto 1.4350. Il primo è una zona di congestione vista ad inizio agosto, mentre il secondo è fornito dalla trendline inferiore che sta seguendo il movimento in salita del cambio dalla seconda metà di aprile.

EurUsd – grafico daily

Niente di nuovo sul fronte dollaro yen: sono ancora da considerare davvero importanti i due livelli di 91.70 e il supporto posto in area 90.20. Soprattutto se il cambio riuscisse a rompere il supporto potremmo vedere una grande volatilità con un forte apprezzamento dello yen.

Da due giorni il cable sembra entrato all’interno di un movimento laterale ma che sembra possa portare ad una nuova ripresa del cambio. Perché questo avvenga attenzione al supporto di 1.6450, che non deve essere rotto, e alla resistenza di 1.6540, alla cui rottura ci si attende uno spunto rialzista sino almeno a 1.6660.

Restando in tema di sterline, la salita del cambio EurGbp potrebbe trovare, nelle prossime ore, una battuta d’arresto nei pressi di 0.9030 (livello di massimo significativo precedente, visto a maggio).
Terminiamo con il dollaro australiano che, come molti si attendevano, sta dando prova di grande forza. È questione di ore perché il cambio arrivi alla resistenza di 0.8820. Se il cambio qua dovesse arrestarsi è ipotizzabile uno storno sino a 0.8560, ottimo livello di ingresso a favore di Australia.

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