Rosso temporaneo o correzione del trend?

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di Cosimo Baccaro 21 Settembre 2009 | 15:03
La settimana inizia sulla falsa riga di come era finita la precedente. I ribassi riguardano in tutta Europa soprattutto il settore bancario, per la paura di una nuova stretta alle regole sui requisiti patrimoniali.

Piazza Affari inizia la settimana con un pesante tonfo. Infatti il FTSE Mib perde quasi tre punti percentuali, con le banche e i media a guidare, per così dire, i ribassi.
Quindi fra venerdì scorso e oggi a pagare sono soprattutto i settori che nelle settimane precedente hanno più beneficiato del rally del mercato. Gli operatori di mercato sono ancora incerti sull’andamento che i listini prenderanno nelle giornate seguenti. Questa correzione è solo momentanea o effettivamente nelle prossime settimane assisteremo a una netta discesa degli indici?

A pagare fra i bancari è soprattutto il titolo Unicredit, che cede oltre tre punti percentuali. Il calo è dovuto alle dichiarazioni rilasciate dal presidente della banca milanese, [p]Alessandro Profumo[/p], che ha fatto sapere che la banca sta studiando tutte le possibili soluzioni per rafforzare i coefficienti patrimoniali. Gli analisti di Equita si attendono che per raggiungere gli obiettivo di stabilità patrimoniale la banca potrebbe ricorrere ad un aumento di capitale. Inoltre la notizia che Intesa Sanpaolo probabilmente non emetterà i Tremonti Bond, indurrà la banca guidata da Profumo a seguire la stessa strada della sua più diretta concorrente in Italia.

A livello europeo, nella stessa condizione di Unicredit si trova Royal Bank of Scotland. Infatti la banca britannica è al centro di rumors che la vedrebbero in procinto di aumentare il capitale dai 3 ai 5 miliardi di sterline. Tanto è bastato a far crollare il titolo che oggi perde più del 5%.
In effetti la corsa agli aumenti di capitale potrebbe essere una febbre che contagerà presto il sistema bancario europeo. I ben informati si aspettano che nel prossimo G-20 in programma a Pittsburgh questo fine settimana si attuerà una vera e propria rivoluzione delle regole legate al sistema bancario. Quindi non solo una stangata per i maxi-compensi ai managers, ma anche una completa revisione delle regole in materia di requisiti patrimoniali.

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