Crisi – Gli italiani sono pessimisti, ma non così tanto

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di Giacomo Berdini 23 Settembre 2009 | 07:20
Uno studio del gruppo Win ha analizzato gli effetti della crisi prendendo in considerazione gli indicatori economici e di consumo, ma anche gli effetti psicologici sulla popolazione. Tra i 22 paesi presi in analisi l’Italia risulta essere colpita da un’ondata di pessimismo, ma l’impatto psicologico risulta ridotto.

In Italia la crisi finanziaria ha provocato un’ondata di pessimismo piuttosto alta che ha causato dei tagli alle spese.
A rivelarlo è uno studio effettuato dal gruppo Win, il network che raggruppa i più importanti istituti indipendenti che effettuano ricerche di mercato in tutto il mondo.

Lo studio ha analizzato diversi ambiti economici toccati dalla crisi in 22 paesi, con un totale di 21.088 persone intervistate in Italia dalla Doxa, prestando anche attenzione agli effetti psicologici prodotti dalla crisi sui cittadini. Per quanto i risultati italiani non siano rincuoranti sul fronte economico, pare che la salute psicologica della popolazione non abbia subito sensibili contraccolpi a causa del tracollo finanziario.

Dallo studio emerge che Brasile, Canada e India siano i paesi che meno hanno risentito della crisi, mentre i più colpiti sarebbero Francia, Giappone, Messico, Argentina e Islanda, dove i tagli alle spese risultano massicci. Per quanto riguarda i disturbi psicologici, la metà (il 54%) degli intervistati afferma di aver sofferto di sintomi quali stress, stato di ansietà, disturbi del sonno e stati di depressione.
In questo frangente invece solo il 35% degli italiani dichiara di aver avvertito qualcuno di questi sintomi come conseguenza della recessione. I più colpiti psicologicamente dalla congiuntura economica, sarebbero infatti giapponesi, russi, libanesi, statunitensi e messicani. Nel paese del Sol Levante, in particolare, ne ha risentito il 62%.

In generale, circa la metà degli italiani è convinta che la situazione economica del nostro paese rimarrà invariata per i prossimi tre mesi, mentre è una minoranza quella dei pessimisti che ritiene imminente un peggioramento. Ancora più esigua purtroppo è però la percentuale degli ottimisti, che dichiara di credere ad un miglioramento delle condizioni finanziarie.
Anche nell’ambito del reddito personale, gli abitanti del “bel paese” si ritengono insoddisfatti e sfiduciati nei confronti dei miglioramenti futuri e, per quanto riguarda gli altri indicatori economici, l’Italia non sembra attraversare un periodo favorevole.
Il mercato immobiliare è in discesa, come la fiducia nel sistema bancario e nel mercato azionario, e meno della metà degli italiani ritiene che il governo sia in grado di gestire la congiuntura economica attuale. In tema di consumi resistono gli acquisti dei beni di prima necessità ma anche nel settore dell’IT con i cellulari, connessioni internet e tv digitali.

Dimostrazione del fatto che la salute psicologica degli italiani non è stata toccata in profondità dalla crisi è il tasso dei consumi nel settore dello svago e dei divertimenti, come vacanze e viaggi, dove la percentuale rimane salda tra il 50 e il 60 per cento.

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