G20 alla lavagna

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di Redazione 25 Settembre 2009 | 06:45
A volte ci si chiede quali personaggi guidino la nostra economia. A Pittsburgh il G20 sta raggiungendo consensi…sui compensi dei banchieri d’affari.

Sembra incredibile ma il focus del G20 si è incentrato fino ad ora su quello che affliggeva l’opinione pubblica negli USA, ossia i bonus enormi distribuiti a Wall Street prima e durante le prime fasi della crisi.

Anche se è importante calmare gli animi bollenti che accusano Wall Street di fare gli affari suoi e non gli affari della clientela, forse in questo momento è più importante affrontare le vicende più complesse da risolvere, ma sicuramente più benefiche, come gli squilibri internazionali, e le oscillazioni del mercato valutario con le dovute conseguenze sulle esportazioni/importazioni dei paesi in recupero (Australia, Nuova Zelanda, USA e Germania in primis).

Detto questo, la fiducia sta tornando in scena ed il rally che vediamo negli asset di rischio, nei carry trade e nell’azionario ne è la dimostrazione pratica. Con tanta liquidità in circolazione, governi e banche centrali stanno cercando di incentivare il consumatore a fare la sua parte: aumentare la domanda. Purtroppo, la domanda di attività finanziarie non basta per far ripartire l’economia (anche se la crisi è partita da attività finanziarie).

Probabilmente riusciremo a giudicare questo “rally” solo nel momento in cui gli stimoli verranno ritirati dall’economia e la neonata economia globale dovrà iniziare a deambulare con le proprie gambe. Metafore a parte, speriamo che questo G20 riesca a stabilire consensi sulla coordinazione internazionale e sulla ripresa. Magari con un occhio anche ai mercati emergenti visto che si parla di “bolla speculativa”: i rendimenti ad est rimangono sempre più succulenti quanto più la politica monetaria occidentale rimane  lassa. Concludiamo la settimana, come sempre con qualche spunto di analisi tecnica.

L’euro si muove fra 1.48 e 1.46, notando che proprio nella notte è stato perfettamente confermato il minimo precedente di 1.4612. La risalita, da qui, è stata repentina e se i prezzi dovessero raggiungere 1.4750, dovremmo prestare attenzione alla possibile formazione di un “testa spalle” con neckline esattamente sul doppio minimio.

La debolezza della sterlina ha contagiato molti cambi. Ad esempio nei confronti dello yen stiamo assistendo ad una tendenza ribassista, iniziata ai primi di agosto a 163, amplificata nella giornata di ieri sino ad oltrepassare gli ipotizzabili minimi in area 147 ed obbligandoci a ricercare eventuali nuovi livelli operativi.

In aiuto potrebbe giungere un grafico giornaliero, grazie al quale siamo portati a pensare che la zona più interessante sia data dall’intervallo compreso fra 143.10 e 141.90 (area non solo confermata da evidenti minimi precedenti, ma oltretutto dal canale inferiore della regressione lineare discendente).

GbpJpy – grafico daily

Il cambio con l’euro, alla ricerca di livelli non più visti da almeno cinque mesi, mostra la medesima debolezza: come affermavamo già i giorni scorsi ipotizziamo un’ulteriore salita del cambio (deprezzamento di sterlina) sino a che i prezzi non riusciranno a ritornare al di sotto di 0.9080. Sino a che questo non avverrà l’obiettivo più probabile sarà rappresentato da 0.95 figura (il massimo del 18 marzo scorso).

Il cable ha oltrepassato nella notte il supporto vicino a 1.60 figura e se la tendenza dovesse rimanere a ribasso crediamo sia questione di poco perché il cambio ci mostri l’altro supporto di 1.58 figura, oltre al quale per alcune figure sarà difficile trovare un sostituto.

Cambiamo valuta e passiamo al franco, dove nei confronti dell’euro vale il discorso più volte affrontato, con una piccola novità. Il cambio per la prima volta dal 24 giugno oltrepassa il supporto di 1.51 e lascia intendere come l’area di 1.50 non sia un’utopia, nonostante vari commenti da parte di membri della SNB.

Concludiamo ancora una volta con il dollaro australiano, che se dovesse essere indebolito dalla recente ripresa del dollaro sino al grande supporto di 0.85 figura, obbligherebbe a valutare un ingresso: questo per la coincidenza di alcuni fattori fra cui la trendline inferiore di tutto il movimento di risalita da marzo, a 0.6280, e l’area di congestione venutasi a creare per tutto il mese di agosto.

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