Ecco perché l’Asia ride se la Cina soffre

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Avatar di Marco Caprotti 13 Agosto 2019 | 13:30

L’Asia dice grazie alla Cina e ai suoi problemi. Le preoccupazioni legate alle tensioni commerciali con gli Usa e la fase di debolezza della prima economia emergente del mondo, infatti, stanno rendendo interessanti le valutazioni dell’intera regione. Da inizio anno l’indice Morningstar Asia Pacific (in euro e fino al 7 agosto) ha guadagnato il 6,5%. Una performance che lo mette in una buona posizione di sconto rispetto al resto del mondo. Il paniere Mornigstar Global Markets, nello stesso periodo, ha guadagnato il 14,2%.

Indici Mornigstar Asia-Pacific e Global a confronto
Morningstar Index Asia vs Global
Dati in euro aggiornati al 7 agosto 2019
Fonte: Morningstar Direct

“La performace dell’indice asiatico non mostra però la volatilità  che ha colpito i mercati della regione in questo periodo”, spiega Michael Wu, senior equity analyst di Morningstar Investment Management Asia. “Le piazze sono state deboli per buona parte del trimestre che si è chiuso a giugno, per poi riprendersi sul finale grazie alla speranza di un accordo nel corso della riunione del G20”.

La situazione macro della Cina ha dato una mano a tenere basse le valutazioni rispetto al resto del mondo. Le letture ufficiali di Pechino dicono che la crescita del Pil del paese nel secondo trimestre è scesa al 6,2% rispetto al 6,4% del quarter precedente. Il dato non tiene conto dell’aumento delle tariffe doganali Usa sulle merci cinesi (il primo round è arrivato a maggio e non ha fatto in tempo a far sentire il suo impatto). Resta da capire quale sarà il risultato nel trimestre che si chiuderà  a settembre. Il mese prossimo, inoltre, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe dare il via a un altro aumento dei dazi sulle merci del Paese del Drago, per ora annunciato via Twitter.

Asia a sconto

Dal punto di vista operativo la situazione crea delle opportunità  fra l’azionario della regione Asia-Pacific. “La nostra ricerca copre circa 230 titoli dell’area”, spiega Wu. “Lo sconto medio, rispetto al nostro fair value, è di circa il 5%. Bisogna essere selettivi, ma vediamo interessanti opportunità  fra i bancari, fra gli industriali e nella tecnologia. Attenzione invece all’healthcare che può essere condizionato dai piani di riforma sanitaria di diversi paesi della regione. Cina su tutti”.

Nella tabella in basso sono elencati i fondi con Analyst rating raccolti nella categoria Asia-Pacific ex Japan con le rispettive esposizioni nette a banche, industriali, e tecnologia.

Tabella Asia-Pacifico

A cura di Morningstar

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