G20: sufficienza piena!

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di Redazione 28 Settembre 2009 | 07:43
Nottata movimentata sul mercato dei cambi, dove si sono visti dei movimenti impulsivi su parecchi cross.

Ufficialmente non stanno circolando notizie di grosse operazioni tra i desk, l’ipotesi più probabile è che si siano presi a spunto le elezioni in Germania e la fine del G20 per muovere un pò gli equilibri di breve periodo. I nostri cugini tedeschi hanno assegnato la vittoria ad Angela Merkel (CDU) insieme con i liberali (FDP). Questo probabilmente darà alla Germania un governo pro libero mercato, molto più omogeneo e non di pesante coalizione, il che potrebbe fornire solide basi per una ripresa economica.

Secondo un’importante agenzia di stampa internazionale, i risultati delle elezioni rendono piu’ probabili dei i tagli alle tasse, fatto che i colleghi nel governo di coalizione negli ultimi 4 anni, i Social Democratici, hanno sempre definito non realizzabili. Il cancelliere ha promesso qualcosa come 15 miliardi di euro di riduzione della pressione fiscale, mentre i liberali della FDP propongono riduzioni addirittura più consistenti.

Dal G20 arrivano invece notizie che sembrano essere convincenti. Il meeting di Pitsburgh è risultato essere, come dire, concreto, a differenza di quello che siamo soliti aspettarci. I punti di maggior interesse risultano essere la proposta di Draghi (il cui nome comincia a girare come possibile sostituto di Trichet alla guida della carovana europea) circa la limitazione della parte variabile delle retribuzioni dei bancari.

Non si metterebbe un tetto, spiega il governatore della Banca d’Italia, ma si legherebbero tali bonus a parametri di patrimonializzazione e di performance delle stesse banche. Altro punto importante la decisione di occuparsi delle problematiche economiche globali sempre durante il G20 (che rappresenta circa il 90% del pil mondiale e qualcosa come 4,5 miliardi di abitanti della terra), lasciando al G8 un ruolo più politico.

Ultimo punto, a nostro parere, che merita una citazione, è l’accettazione da parte di Pechino, del ruolo di locomotiva della ripresa. Spetterà ai consumatori cinesi sostutuire gli esausti consumatori americani, che dovranno concentrarsi sull’aumento del risparmio personale per riuscire a trovare degli equilibri sostenibili nel lungo periodo. Un meeting che se dovesse prendere un voto sarebbe sicuramente sopra la sufficienza. Le basi ora ci sono, vedremo se si manterranno solide ovvero inizieranno a cedere, ahinoi, come di consueto.

Non è capitato molto di frequente, in queste ultime settimane, di dover analizzare un mercato dei cambi profondamente cambiato dalla sera alla mattina.
Il cambio eurodollaro, successivamente ad un perfetto triplo massimo a 1.4720 ha lasciato sul terreno la bellezza di 160 punti durante la notte.

Successivamente ad un minimo a 1.4565 possiamo ipotizzare ora una ripresa del cambio nei pressi di 1.4645, dove transita la media mobile esponenziale a 100 periodi ed il 50% del ritracciamento di Fibonacci da 1.4720 a 1.4565. Un’ulteriore pressione sul supporto della notte aprirebbe la strada al supporto più importante, che si trova ora a 1.4450.

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