Crisi – Disoccupati e contenti

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di Giacomo Berdini 28 Settembre 2009 | 14:50
L’indice Isae che analizza la fiducia dei consumatori nel mercato registra una crescita al di sopra delle previsioni, che raggiunge il punteggio più alto dal 2006. Eppure l’Inps presenta un forte rialzo della disoccupazione, con la liquidazione di quasi un milione di assegni. Cosa vuol dire? Gli italiani sono più fiduciosi nonostante siano sempre più quelli senza lavoro?

L’indice Isae sulla fiducia dei consumatori è cresciuto a settembre, raggiungendo il massimo toccato dal dicembre del 2006, al di sopra delle attese per questo periodo.

L’Isae, ente pubblico di ricerca legato al Ministero del Tesoro, registra un incremento da 111,8 sino a 113,6, con una crescita anche dell’indicatore relativo alla situazione personale degli intervistati, da 125 a 125,9.
Secondo l’Isae i segni di miglioramento riguardano in particolare le previsioni sulla situazione economica generale e i giudizi sul bilancio familiare, forse favoriti anche da una percezione personale della stazionarietà dei prezzi.

Certamente quella fornita dall’Isae è una nota positiva, ma risulta perlomeno insolita se affiancata ai dati dell’Inps, che segnalano l’emissione di quasi un milione di assegni di disoccupazione, con una crescita delle domande del 52,2% soltanto quest’anno.

Le domande di disoccupazione presentate nel periodo in esame ammontano a 1.172.659 e di queste ne sono state liquidate 984.286, in pratica quasi un milione di assegni di disoccupazione con un incremento delle richieste di più del 50% in 11 mesi, dall’agosto 2008 al luglio 2009.

Risulta quindi un dato per lo meno incoerente che in questo periodo, caratterizzato da un aumento del tasso di disoccupazione così forte, si registri anche la migliore performance dell’indice di fiducia del consumatore da tre anni a questa parte.
Accusare l’Isae di aver diffuso dati troppo rosei sarebbe tendenzioso, ma d’altra parte non è una novità che il Governo cerchi di diffondere l’ottimismo tra i consumatori.
Forse la situazione si spiega con la proverbiale avversità italiana verso il lavoro, o forse questa apparente contraddizione ci dice che siamo più fiduciosi quando siamo disoccupati? Giudicate voi.
 

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