Il lusso ha una marcia in più dei mercati emergenti

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di Stefano Fossati 21 Agosto 2019 | 12:30

A cura di Swetha Ramachandran, Portfolio Manager della strategia Luxury Brands di Gam Investments

Dal punto di vista degli investimenti, rimaniamo focalizzati sulla crescita dei mercati emergenti che hanno un costo del capitale pari a quello dei mercati sviluppati. I consumatori finali cinesi continuano a essere un’area di primaria importanza se si considera che la middle class cinese, che si sta sviluppando rapidamente, è responsabile di circa un terzo della domanda dell’industria e di circa due terzi della crescita della stessa. L’ascesa dei millennial e della successiva Generazione Z, che attualmente ricopre 415 milioni di persone in Cina e 440 milioni in India, sta rivoluzionando il settore del lusso. È anche interessante osservare che il 70% dei millennial cinesi è già proprietario di casa, quindi a livello teorico buona parte del loro reddito può essere utilizzato per spese discrezionali; ricerche suggeriscono che la classe media asiatica potrebbe essere responsabile per l’80% delle nuove spese al consumo nei prossimi cinque anni. Un altro driver di crescita è la digitalizzazione, che sta aprendo nuovi canali di comunicazione tra i brand del lusso e i consumatori.

A livello di società e di brand, possiamo vedere che le differenze in termini di performance tra vincitori e perdenti è molto più marcata rispetto al periodo precedente, durante il quale la crescita della domanda di beni di lusso, nelle prime fasi dello sviluppo cinese, era stata positiva per l’intero settore. Inoltre, l’ultima fase dell’evoluzione del lusso, dai semplici beni come ad esempio una borsa ai servizi e alle esperienze di lusso, come salute, benessere e viaggi (il cosiddetto “lusso esperienziale”) sta espandendo l’universo delle opportunità che si presenta agli investitori attivi. Per queste ragioni crediamo che il settore sia particolarmente interessante per chi, attraverso un’attenta ricerca, seleziona i singoli titoli in cui investire.

Anche se crediamo che un approccio selettivo alla costruzione di portafoglio permetta di generare un valore significativo nell’universo del lusso, il potenziale di investimento dell’industria in generale è evidente a seguito di uno studio dell’andamento storico degli indici MSCI. Negli ultimi vent’anni l’indice World Textiles, Apparel & Luxury Goods ha superato del 10% l’anno (in termini di crescita composta annualizzata) l’indice MSCI Emerging Markets. E, dato che la maggior parte dei brand del lusso sono in mano a società europee o statunitensi, il livello di attenzione agli interessi degli investitori e della corporate governance nel settore è più elevato di quello registrato nell’azionario emergente.

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