Sterlina, il rimbalzo non durerà. L’analisi di Swissquote

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di Stefano Fossati 22 Agosto 2019 | 15:00

A cura di Vincent Mivelaz, analista di Swissquote

Non dovrebbe godere di lunga vita il recente rimbalzo della sterlina inglese a seguito dell’incontro tra Boris Johnson e Angela Merkel ieri. Infatti, il prossimo rendez-vous con il Presidente francese Macron dovrebbe spezzare ogni speranza sulla possibilità che l’Unione europea riesca a trovare un accordo sul cosiddetto backstop irlandese.

Nel frattempo, il Cancelliere dello Scacchiere Sajid Javid dovrebbe postporre la nomina di colui che prenderà il posto di Mike Carney come Governatore della Bank of England oltre la deadline della Brexit il prossimo 31 ottobre e precisamente a fine gennaio 2020. Anche il bilancio programmatico per il 2020 potrebbe subire la stessa sorte considerando l’eventualità di nuove elezioni una volta che il Parlamento inglese ritornerà dalle vacanze. Un nuovo governo comporterebbe probabilmente anche un’estensione forzata di breve respiro della Brexit, per permettere a nuovi rappresentanti britannici di rinegoziare con l’Unione.

In ogni caso, al momento la proposta della Merkel di trovare una soluzione sulla questione irlandese entro i prossimi 30 giorni (70 giorni prima della Brexit) non avrebbe molte possibilità di successo al cospetto dell’amministrazione europea, dal momento che numerose soluzioni tecnologiche già suggerite in passato sono state rigettate confermando che la Ue andrà avanti per la sua strada su questo punto.

L’incontro di oggi con Macron dovrebbe così concludersi con un nulla di fatto, notizia che potrebbe quindi influire negativamente sulla sterlina. Mentre la politica britannica appare bloccata, la situazione non è molto chiara neppure sul fronte della politica di bilancio. Il deficit per i primi quattro mesi del 2019 ammontava a 16 miliardi di sterline, un balzo pari al 60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sollevando il dubbio che il governo Uk sia in grado di mantenere il budget deficit al di sotto del 2% del Pil (pari a 29,3 miliardi di sterline) come pronosticato lo scorso marzo.

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