Borse incerte sui colloqui Cina-Usa, Leonardo in spolvero

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Avatar di Stefano Fossati 28 Agosto 2019 | 18:30

A cura di Edoardo Cazzulo, Sales Trader di BG Saxo

La questione della crisi di governo rimane primaria, con Mattarella che potrebbe dare a Conte una settimana per la formazione di un nuovo esecutivo di coalizione tra Pd e M5s.

Europa

Partenza negativa per l’azionario europeo, con l’indice CAC 40 di Parigi maglia nera a -0,66 %, con Dassault Systemes in fondo al listino a 126 euro per azione (-2%) dopo l’attribuzione del rating A- da parte di S&P, nonostante l’agenzia di rating abbia confermato un outlook stabile per la società.

In rosso anche il Ftse 100 a 7.065 punti: a Londra pesa particolarmente la quotazione di British American Tobacco che cede il 3,5% dopo che le news circolate nella giornata che vorrebbero una nuova fusione tra Philip Morris e Altria Group, dopo lo spin-off del 2003.

Sul listino tedesco, in flessione dello 0,45%, Infineon cede 1,2%, con il minimo a 15 euro dopo l’approvazione della fusione con Cypress Semiconductor. Le quotazioni della società di semiconduttori con sede a Neubiberg restano in downtrend, con il titolo che fatica a trovare nuovi spunti a causa delle tensioni causate dalla trade war.

In territorio negativo anche Milano, con il Ftse Mib a 20.943 punti, il leggera flessione dopo l’ottima performance di martedì. Dopo un doppio massimo formatosi in corrispondenza dei picchi di aprile e luglio, poco sopra i 22.000 punti, il listino milanese non riesce ad uscire dalla fase laterale nella quale sembra ingabbiato (20.000/22.000) dall’inizio dell’anno.

Sotto 1,5 euro le azioni della Juventus, con i prezzi che sono tornati ai valori precendenti alle voci di calciomercato della scorsa settimana. Prestare particolare attenzione al livello attuale, che se dovesse essere rotto potrebbe portare a una discesa fino a 1,25 euro, mettendo a rischio il trend rialzista in atto dal Q3 2018.

Sul fronte opposto troviamo Leonardo, premiata dal rating “overweight” attribuito da Morgan Stanley, con il prezzo target a 13,3 euro, 25 % in più rispetto al prezzo attuale (10,63 euro). La buona notizia allontana le quotazioni da quota 10 €, ridando speranza al bull trend, che sembrava ormai in fase calante.

Stati Uniti

Sostanzialmente invariati i prezzi dei future Usa, con il mercato che rimane ancorato alle ansie causate dai segnali di una possibile recessione, in particolare l’inversione della curva dei rendimenti tra Treasury 2-10 anni.

Nella giornata di ieri Johnson & Johnson ha sovraperformato dopo che alla società è stata comminata un’ammenda di “soli” 572 milioni di dollari per il coinvolgimento nell’epidemia di abuso di oppiacei che ha colpito gli States negli ultimi anni.

Altri titoli del settore farmaceutico che potrebbero essere chiamati a rispondere sullo stesso caso hanno invece subito pesanti perdite a causa di riserve di cassa inferiori rispetto a J&J: AmerisourceBergen (-5,38%), McKesson (-5,66%), Cardinal Health (-4,33%), Mallinckrodt (-15,64%), Endo International (-12,37%), Teva Pharmaceutical Industries (-9,57%)

Pessima chiusura per Philip Morris, con il titolo scivolato fino a 69,27 dollari per azione, per chiudere poi a 71,7 dollari, cedendo il 7,76 % dopo la news del secondo matrimonio con Altria Group.

Asia

Flash news arrivata dopo la chiusura del mercato di Tokyo: Toyota, il più grande produttore di auto giapponese acquisirà una partecipazione del 5,2% di Suzuki, pari a 96 miliardi di yen, mentre la casa di Hamamatsu sottoscriverà azioni della prima per 48 miliardi di yen.

Il listino giapponese Nikkei 225 ha chiuso poco sopra la parità, a 20.479 punti; in fondo all’indice troviamo le azioni di Rakuten Inc., in discesa per la nona settimana consecutiva, con le quotazioni che si sono portate da 1.300 a 928 yen in poco più di due mesi, verso l’interruzione della seconda fase dell’uptrend del 2018.

Sotto la parità l’indice Hang Seng di Hong Kong a quota 25.620, con la situazione che rimane tesa sull’isola a causa delle continue manifestazioni in corso.

Le azioni di Tencent proseguono la discesa, con il prezzo arrivato sul supporto dato dal minimo di maggio 2019 a 317 dollari di Hong Kong, rotto il quale potremmo assistere a un recupero del trend ribassista di medio periodo, iniziato a gennaio 2018 e interrotto a ottobre, col rimbalzo che ha portato i prezzi a crescere del 60 % in circa sei mesi.

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