Brexit, no-deal sempre più vicino: le reazioni dei mercati

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Avatar di Stefano Fossati 29 Agosto 2019 | 17:30

Dopo aver più volte rifiutato di escludere il ricorso alla sospensione del Parlamento britannico, nota come “prorogation”, Boris Johnson ha finito con il richiederla davvero. Le sue azioni si tradurranno in un’accelerazione degli sforzi politici volti a contrastare una Brexit no-deal da parte di coloro che sono contrari a lasciare l’Unione Europea senza una qualche forma di accordo. Peraltro, la mossa di Johnson lascia tempo limitato per qualsiasi reazione da parte dei suoi avversari politici in Parlamento. Data la natura storica degli eventi, gli asset britannici stanno avendo finora una reazione piuttosto pacata.

È quanto osserva Oliver Blackbourn, Portfolio Manager, UK-based Multi-Asset Team di Janus Henderson, per il quale è probabile che vi sia un’accelerazione delle contestazioni legali da parte degli oppositori, anticipando uno scontro che, probabilmente, si sarebbe comunque verificato in ottobre. Qualsiasi iniziativa dei tribunali rischia di portare il Regno Unito in una crisi costituzionale.

La mossa del primo ministro rischia di innescare un voto di sfiducia verso il suo governo non appena il Parlamento rientrerà dalla pausa estiva, all’inizio di settembre. La sfida per coloro che si oppongono alle azioni del governo sta nella capacità di ottenere una maggioranza qualificata contro il “no deal” entro i limiti di tempo attualmente in vigore. Dovranno presentare una legge per evitare questo tipo di Brexit o trovare un candidato leader che possa guidare una nuova amministrazione nei prossimi giorni. Aspettatevi di vedere entrambi gli schieramenti utilizzare arcane procedure parlamentari per cercare di ottenere i propri obiettivi. Le vacanze estive sono sicuramente finite per i parlamentari, ora inizieremo a sentirli gridare.

La reazione della sterlina è stata finora piuttosto moderata, considerando le possibili conseguenze, nota l’esperto. Seppur più debole, la sterlina rimane al di sopra dei minimi di metà mese. I Gilt britannici hanno segnato un rally, malgrado l’aumento delle aspettative di inflazione, in quanto hanno prevalso le preoccupazioni per la crescita reale. Ciononostante, l’indice Ftse 100 ha beneficiato della valuta più debole, superando finora gli altri mercati europei e mantenendo il consueto rapporto di una sterlina al ribasso  positiva per un mercato esposto a livello internazionale

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