Paesi offshore? Lo è anche l’Italia

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di Giacomo Berdini 2 Ottobre 2009 | 07:20
L’Italia in materia di giustizia dei reati tributari e di trasparenza bancaria è simile ad un paese off-shore. Questo è quanto rilevato da un procuratore di Milano del pool “criminalità economica”, che denuncia l’impellente necessità di una ristrutturazione del sistema fiscale e delle leggi tributarie.

L’Italia è un paese offshore. A dichiararlo è stato Francesco Greco, procuratore aggiunto e coordinatore del pool “criminalità economica” della Procura di Milano, in un intervento apparso su Wall Street Italia.

Nell’intervista il procuratore ha  accusato il sistema italiano di forti carenze di trasparenza e giustizia in materia economica. In particolare l’attacco è rivolto all’introduzione dello scudo, definito “ennesimo condono” che fornisce copertura ai rei di crimini fiscali.
“Quale altro paese in Europa assicura l’impunità fiscale agli evasori?”, si legge nell’intervento.

Anche il sistema bancario rivela una forte mancanza di trasparenza, che metterebbe il nostro paese in cattiva luce rispetto alla Svizzera o al Liechtenstein dove, per aprire un conto si è obbligati ad indicare il beneficiario economico, mentre in Italia è possibile “aprire un conto con una società off-shore, nominare un procuratore straniero o addirittura inesistente”.
Greco denuncia il fatto che siamo l’unica grande nazione d’Europa che ancora non ha adottato una normativa contro l’autoriciclaggio, problema adesso più gravoso da quando si sta depenalizzando il falso in bilancio.

Inoltre l’insoddisfazione si concentra sull’iniquità delle pene, che sembrano voler punire di più chi evade di meno: “Per l’evasore fiscale totale, cioè ignoto al Fisco, la pena massima è tre anni, mentre per chi nasconde qualcosa con le fatture false si può arrivare a sei anni. Non ha senso.”, dichiara il procuratore, “A me interessa che l’evasione venga combattuta perché è la cosa più antidemocratica che esista”, ma occorre un nuovo sistema giuridico che ristrutturi lo scheletro normativo del nostro paese.
C’è bisogno di nuove regole da approvare in Italia, come il ripristino del falso in bilancio come reato perseguibile d’ufficio, riformare i reati fiscali e la normativa anti-riciclaggio, il tutto accompagnato da un ammodernamento del sistema fiscale, cominciando dalle commissioni tributarie.
Questa è l’istanza del procuratore.
“Solo dopo questi interventi si potrà giustificare uno scudo fiscale”, dichiara, “Ma non certo questo scudo senza regole, questa impunità totale in cambio di niente”.

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