Aspettando i Payroll

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di Redazione 2 Ottobre 2009 | 07:02
Non si può parlare legittimamente di recupero senza i consumi privati e la crescita dell’occupazione.

Dunque, oggi sarà una giornata molto importante per convalidare – o smentire – le speculazioni sulla crescita USA. I segnali farebbero anticipare un minor declino nei Non-Farm Payrolls (quindi un segnale di miglioramento) e l’entità del dato rispetto alle attese dovrebbe condizionare fortemente l’EurUsd.

Negli anni passati, la Fed non ha mai tentato di alzare i tassi di interesse prima di una ripresa dell’occupazione (riassunta dal dato NFP). Quindi aspettiamoci comunque volatilità nel mercato oggi. Se non altro, almeno perchè il mercato si aspetta di vedere il dato migliore degli ultimi 13 mesi (e sappiamo che le aspettative ultimamente di dimostrano abbastanza esuberanti).

Fare trading su questo dato? Abbastanza rischioso: la volatilità e la reazione immediata rischiano di buttare fuori dal mercato molti di coloro che cercano di fare scalping sul dato. O si è in posizione prima oppure, ancora meglio, ci si posiziona quando il mercato, dopo il dato, torna a prendere una direzione non guidata dalla volatilità.

Comunque, tenendo conto che gli USA vedono lo spettro della deflazione per la prima volta dall’amministrazione Eisenhower, e che la Fed quindi non ha spazio di manovra sui tassi, qualsiasi grande shock in positivo del NFP andrebbe trattato (secondo il buon senso) in maniera più tranquilla.

Ricordiamo che il tasso di inflazione ancora è in discesa, e quindi il tasso di disoccupazione punta ancora al 10% – due ingredienti che potrebbero comportare ancora tagli alle buste paga e licenziamenti. Questi sono gli ingredienti che hanno generato la “decade persa” in Giappone negli anni ’90 (i “ruggenti” anni ’90 per tutti tranne il Giappone). Quindi l’attenzione e il buon senso sono d’obbligo. Passiamo quindi all’analisi tecnica in apertura di questo venerdì…già, Thank God it’s Friday!

Osservando il grafico dell’eurodollaro con qualsiasi timeframe, si nota una costante propensione all’indebolimento negli ultimi dieci giorni, più precisamente dopo che il cambio ha mostrato quel famoso doppio massimo a 1.4840.

La tendenza evidenziata sembra che, nel medio, abbia intenzione di portare il cambio al minimo precedente significativo di 1.4450. Guardando più nel breve possiamo trarre uno spunto interessante, ovvero che il cambio ha trovato, e sta trovando tuttora, una decisa resistenza nei pressi di 1.4550. Oltrepassato questo livello, possiamo ipotizzare che il cambio si riporti verso la parte alta della tendenza ribassista, quindi in area 1.4660, livello a cui valutare le proprie posizioni lunghe di euro.

EurUsd – 10 min

Anche sul cambio dollaro yen ci troviamo all’interno di un movimento ribassista: in questo caso però iniziato qualche settimana prima (inizio agosto per la precisione). Perché questo movimento di fondo sia interrotto dobbiamo necessariamente vedere un cambio stabile al di sopra della resistenza di 90.80, livello a cui transita la regressione lineare discendente, proprio da inizio agosto e la media mobile esponenziale a 100 periodi, su un grafico a 240 minuti.

La sterlina, in generale, ha fornito segnali negativi negli ultimi due giorni di scambi. Nei confronti del dollaro abbiamo assistito al calo dal massimo di 1.6120 sino al livello attuale di 1.5900. Se la tendenza non dovesse cambiare è da prestare molta attenzione al forte supporto di 1.5780.

Nei confronti dello yen, come sempre, i movimenti sono stati superiori ed amplificati dalla brutta sessione asiatica, di borsa, della notte. Attualmente ci troviamo a 142.30 e se il cambio dovesse oltrepassare il supporto di 142 ipotizziamo poi un test ai minimi visti in apertura domenicale, a 139.70.

Nei confronti della moneta unica, infine, possiamo suggerire due livelli: un supporto a 0.9080 (più volte indicato e tuttora il livello chiave) e una resistenza a 0.9180. Questi saranno i due livelli che apriranno la strada ad una nuova ripresa di volatilità. 

Finiamo con il cambio euro franco, dove è interessante notare come il mercato ragioni con logiche proprie, reagendo nel breve agli stimoli ma muovendosi nel lungo per la propria strada. Dopo l’intervento di due giorni fa della SNB ci stiamo riavvicinando ai supporti precedenti la decisione. Per chi desiderasse aprire posizioni a favore della moneta unica i livelli sono compresi fra 1.5120 e 1.5080.

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