Rame sugli scudi, ma il rapporto con l’oro indica una prossima recessione

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di Gianluigi Raimondi 6 Settembre 2019 | 12:00

Tra le commodity, nel comparto dei metalli non ferrosi, in questi ultimi giorni spicca il rame che segna i livelli più elevati dal 1° agosto con volumi relativi al future quotato al London Metal Exchange significativi (i più elevati da 12 settimane a questa parte).

Le ragioni dei rialzi del rame

“Gli operatori – spiegano da Wings Partners Sim – si sono improvvisamente accorti dei fondamentali positivi del metallo rosso, date le scorte doganali a Shanghai ai minimi di tre anni, i premi in Cina ai massimi da nove mesi e le  prospettive rosee sui consumi grazie alla ripresa degli investimenti nella rete elettrica cinese a cui vanno aggiunti i crescenti consumi legati al comparto dei veicoli elettrici (619.000 veicoli venduti nel periodo gennaio-luglio, +51% su base annua)”.

Pericolo recessione?

Attenzione però: “A ben vedere i segnali classici di una recessione imminente si sono moltiplicati in queste ultime settimane – avvertono gli analisti di Wings Partnersnon solo con l’inversione nella curva dei rendimenti tra decennale americano e Treasury a tre mesi, che ha correttamente pronosticato tutte le recessioni americane a far data dal 1955, ma anche di altri indicatori, quali per esempio il rapporto Oro/Rame a livelli compatibili ad una recessione globale”.

Crescita globale vs Oro/Rame

 

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