Nuova commessa per Danieli, sperando nella tenuta della crescita

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Avatar di Gianluigi Raimondi 16 Settembre 2019 | 09:30

Dopo una settimana di acquisti che hanno portato il titolo a guadagnare poco meno del 3% Danieli & C. è stata premiata giovedì scorso dalla notizia di una nuova commessa da parte dell’americana Nucor Steel, che ha selezionato il gruppo italiano per la realizzazione di un nuovo sistema di tempra e auto-temperamento, da installare entro i prossimi mesi presso l’impianto di Marion, Ohio.

Un impianto per il quale a Danieli lo scorso anno era stata già affidata una commessa per la realizzazione di un’acciaieria a colata continua e la modifica di un laminatoio esistente per la produzione di nastri d’acciaio, interventi che avevano portato da 1,3 a 2,3 milioni di tonnellate l’anno la capacità dell’impianto stesso. Il controvalore del nuovo contratto non è stato reso noto.

A far correre Danieli sembra essere stata anche la decisione di Donald Trump di rinviare l’applicazione del previsto rialzo dei dazi su 250 miliardi di dollari di importazioni cinesi, così da dare modo ai negoziatori che torneranno a vedersi in ottobre di tentare di raggiugere un’intesa. Come altri titoli del settore impiantistica Danieli è infatti esposta al rischio di una frenata dell’economia mondiale conseguente alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

I giudizi degli analisti su Danieli

Proprio per questo i giudizi degli analisti fondamentali su Danieli, che a Piazza Affari capitalizza poco più di un miliardo di euro, restano prudenti e su 7 report ben 4 propongono un “hold” sul titolo, a fronte di due giudizi positivi (un “buy” e un “outperform”) e uno moderatamente negativo (“underperform”). Ai livelli attuali di 16 euro per azione a cui ha aperto staman il titolo, Danieli resta di circa il 30% al di sotto dei livelli di 12 mesi fa, mostrando un recupero del 4% da inizio anno.

Le attese di consenso indicano un utile per azione di 82 centesimi, rispetto al quale il titolo tratta dunque poco più di 19 volte, mentre il dividendo atteso per il 2019 (per il consensus dovrebbe risultare pari a 14 centesimi) implica un dividend yield inferiore all’1%. Come dire che anche a questi livelli il titolo è relativamente costoso ed esposto al rischio di sorprese negative dal lato dell’andamento della crescita del comparto a livello mondiale.

Il quadro tecnico di Danieli

Migliore appare la situazione tecnica di brevissimo e breve periodo, che dopo gli ultimi recuperi è diventata decisamente positiva, con primi obiettivi indicati attorno ai 16 euro e in caso di estensione del movimento i prezzi fino ai 16,5 euro. I supporti a 15,3-15,1 euro, che in caso di ulteriori prese di profitto potrebbero essere rivisti al ribasso con prezzi attorno a 15-14,9 euro per azione.

Il recente calo dei volumi a fronte di prezzi poco variati indicano un certo raffreddamento dell’interesse nei confronti di Danieli, confermato dal permanere degli indicatori stocastico e di forza relativa (Rsi) nella fascia superiore di oscillazione e l’indicazione per chi ha il titolo in portafoglio è di mantenerlo, per chi volesse provare a inserirlo di approfittare dell’attuale fase di forza.

Il giudizio complessivo su Danieli è dunque positivo, coi trader che incrociano le dita e sperano possano giungere ulteriori buone notizie sul fronte dei colloqui Usa-Cina in grado di rintuzzare i timori sulla tenuta della crescita che la recente impennata dei prezzi petroliferi è tornata a riaccendere.

Il trend di medio termine di Danieli a Piazza Affari

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