Fed, nuovo taglio dei tassi e dot plot, ecco perchè il dollaro si indebolirà

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di Gianluigi Raimondi 19 Settembre 2019 | 09:30

I mercati azionari Usa hanno reagito in maniera molto composta all’annuncio della Fed di un altro taglio dei tassi di 25 punti base, al nuovo range compreso tra l’1,75% e il 2 per cento.
In particolare, il Dow Jones è salito ieri dello 0,13%, l’S&P 500 è rimasto sostanzialmente invariato e il Nasdaq Composite ha messo a segno un incremento limitato allo 0,5%.

L’impressione è che la Fed non sia stata interpretata in maniera sufficientemente “dovish” dai mercati, se si considera la reazione della parte iniziale della curva dei rendimenti, che ha visto i tassi dei Treasuries Usa a due anni balzare dopo l’annuncio del taglio dei tassi di ben 10 punti base, dall’1,66% all’1,766%.

Cosa emerge dal Dot Plot

Dal dot plot del Fed, il documento che riassume le previsioni degli esponenti del Fomc sulla dinamica futura dei tassi sui fed funds Usa, emerge che gli esponenti del braccio di politica monetaria della Federal Reserve, prevedono tassi in calo all’1,9% nel 2019 e nel 2020. I tassi dovrebbero secondo le attese risalire al 2,1% alla fine del 2021.

“La sorprendente impennata del 10% nei tassi repo americani dovuta ad un disallineamento tra domanda e offerta di credito si pone in contrasto con l’orientamento dovish della Fed. Non solo l’inadeguatezza tra l’allentamento della Fed e l’attuale apprezzamento del dollaro nei confronti delle maggiori monete dovrebbe avere vita breve, ma in più, nonostante  il biglietto verde giochi un ruolo di bene rifugio in un contesto di trade war Usa-Cina, questa tendenza rialzista è messa in discussione dal momento che i colloqui a livello ministeriale non avverranno in ogni caso prima di ottobre. Parimenti, ci aspettiamo un incremento nella domanda di oro“, ha commentato Vincent Mivelaz, analista di Swissquote.

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