Generali e Mediobanca, c’è fermento tra i soci

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di Stefano Fossati 19 Settembre 2019 | 10:33

Avvio di seduta decisamente positivo per Generali, che a 17,76 euro per azione segna il massimo degli ultimi 4 anni, arrotondando a circa il 17% l’incremento messo a segno negli ultimi 12 mesi. Chiusa la lunga parentesi delle dismissioni, il leone di Trieste è tornato a fare acquisti mirati in particolare nel campo del private banking, mentre tra gli azionisti della galassia Mediobanca continua a registrarsi un discreto fermento.

Con una serie di acquisti resi noti ieri, in particolare, Leonardo Del Vecchio, patron di EssilorLuxottica e socio di Generali al 4,86%, è salito al 6,94% di Piazzetta Cuccia, una mossa “a sorpresa” che però secondo molti analisti non dovrebbe incrementare le probabilità di uno spin-off della quota di Mediobanca in Generali (13%, di cui un 3% è da tempo stato indicato come cedibile), visto che lo stesso Del Vecchio, commentano gli esperti di Equita Sim, a parità di ammontare investito “avrebbe potuto acquistare una quota superiore, con un investimento diretto in Generali”.

Nel capitale di Trieste Del Vecchio risulta tuttora di poco alle spalle di Francesco Gaetano Caltagirone (5%) ma davanti ai Benetton (negli ultimi mesi saliti al 4%). L’imprenditore ha spiegato che quello in Mediobanca deve interndersi come un investimento a lungo termine “con l’obiettivo di accelerare la creazione di valore a vantaggio di tutti gli stakeholder”. Parole che secondo gli analisti di Banca Akros indicano il supporto dato da Del Vecchio all’attuale management guidato da Alberto Nagel, impegnato a definire gli ultimi dettagli dell’aggiornamento del piano strategico, che sarà reso noto il prossimo 12 novembre.

In quella sede si capirà forse meglio se il 3% di Generali verrà effettivamente ceduto da Mediobanca e a chi, visto che sinora alle parole non sono seguiti fatti concreti, anche per le difficoltà di Nagel di trovare investimenti in grado di compensare i minori utili che deriverebbero dalla cessione della quota nella compagnia triestina. Che dunque si conferma un investimento redditizio e fortemente attrattivo per il gotha dell’imprenditoria italiana, non solo del Nord-Est.

Il giudizio degli analisti su Generali

Tuttavia per quanto riguarda le prospettive del titolo, la prudenza continua a prevalere con gli analisti fondamentali che su 27 report indicano sette giudizi positivi, ben 18 neutral e solo 2 negativi, con un target price medio di 17,22 euro che appare già superato dalle quotazioni raggiunte in queste ultime sedute. Vero è che anche ai livelli attuali il titolo tratta circa 10 volte l’utile 2019 atteso (in media pari a 1,73 euro), a fronte di attese per un dividendo di 97 centesimi che implicano un dividend yield potenziale del 5,5%.

Da sempre titolo per “cassettisti” amanti della cedola più che per trader, Generali sembra comunque in grado di offrire discrete soddisfazioni anche a questi ultimi, tanto che gli analisti grafici indicano un trend positivo a brevissimo periodo e suggeriscono di accumulare il titolo, segnalando come all’incremento dei prezzi sia corrisposto anche un discreto incremento dei volumi che conferma la solidità del trend in atto, positivo anche a medio termine come confermano quotazioni sopra la media mobile lenta (ma non ancora quella veloce).

Se i 17,7 euro venissero mantenuti in chiusura, i prossimi obiettivi sono visti attorno a 17,85-17,95 euro per azione, mentre in caso di storno dei prezzi (che l’indicatore di forza relativa, Rsi, sembrerebbe indicare essendo ormai prossimo all’area di ipercomprato) i primi supporti sono segnalati a 17,2-17,25 euro e poi leggermente più in basso, tra 17 e 17,10 euro per azione. Un livello che potrebbe rappresentare anche una buona occasione d’acquisto per chi volesse posizionarsi sul titolo in vista di qualche sorpresa positiva da qui alla fine dell’anno.

Il trend di Generali

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

 

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