“Franchi investitori”

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di Carlo Aloisio 20 Settembre 2019 | 09:29

Neanche una settimana del nuovo governo in Italia e già sembra di essere tornati alle turbolenze del pentapartito di democristiana memoria, tra scissioni, correnti e franchi tiratori. Però la luna di miele sul mercato non è stata ancora intaccata e non vi è stato nessun scrollone di rilievo.

Infatti troviamo lo spread Btp/Bund sulla curva decennale ancora sotto quota 140 e soprattutto il rendimento che rimane ben al di sotto dell’1%, consentendo al Tesoro di avere sonni tranquilli per il rifinanziamento dei titoli in scadenza e per l’emissione dei nuovi che sono ai minimi storici di tasso, considerando che la curva dei rendimenti fino a tre anni è ancora in territorio negativo.

Termina anche la speculazione sulle banche centrali, con la Fed che ha abbassato di 0,25 basis i tassi, in linea con le aspettative degli analisti e quanto basta per non fare contenta la Casa Bianca. Per contro in Europa dopo l’intervento ribassista della Bce della scorsa settimana, si evidenzia il rialzo effettuato dalla banca centrale Norvegese che ha alzato i tassi sulla corona, portandoli all’1,5% nel segno di un’economia in ripresa con un tasso di disoccupazione sotto il 4% e per contenere l’inflazione che è nei livelli dell’ obiettivo indicato. Forte il tentativo di seguire i vicini anche da parte della Svezia, ad evidenziare che non tutta l’Unione Europea è in “sofferenza economica”.

Le nuove emissioni governative…

Dopo gli USA, anche la Svezia starebbe valutando l’emissione di un bond a 100 anni, una via già battura in Europa da Belgio, Irlanda ed Austria. Anche gli USA continuano a ribadire l’interesse per l’emissione di Treasury a 50 o 100 anni. L’opzione sta diventando sempre più concreta, a seguito del crollo dei rendimenti sovrani dove la scadenza più lunga è di 30 anni che alla fine di agosto ha toccato il suo minimo storico all’1.94%.

Grandi volumi sulla parte di primario dove ci sono state tantissime emissioni e con nomi di peso; tra questi le nostre due principali banche.

… e quelle corporate

Unicredit ha collocato un’emissione benchmark subordinata della tipologia Tier2 con scadenza a 10 anni, rimborsabile anticipatamente dopo cinque. L’ammontare emesso è pari a 1.25 miliardi di euro e rappresenta la terza emissione in formato Tier2 del 2019. Il titolo (codice Isin XS2055089475) paga una cedola del 2% per i primi cinque anni ed ha un prezzo di emissione pari a 99.783, equivalente a uno spread di 240 punti sopra al tasso midswap. Le indicazioni iniziali di prezzo erano di 265 punti base, l’operazione ha riscontrato una forte domanda da più di 200 investitori istituzionali consentendo al consorzio di collocatori di comprimere a 240 punti base. Il titolo ha rating BB+/BBB- e  lotto minimo 200mila euro con multipli di mille.

Intesa San Paolo si è presentata sul mercato americano dove ha collocato un’obbligazione senior preferred destinata ad investitori istituzionali per complessivi due miliardi di dollari, in quella che è la prima emissione in dollari da gennaio 2018. Tre le tranche proposte, rispettivamente a 5, 10 e 30 anni, con indicazioni iniziali di rendimento pari al Treausry+180 a 5 anni, Treasury+240 a 10 anni e Treasury+260 per quella a 30 anni. Buono il riscontro degli investitori, i cui ordini sono cresciuti durante tutto il periodo di emissione fino a raggiungere ordini per un controvalore di circa 6 miliardi di dollari. Questa forte domanda ha permesso a intesa di ridurre gli spread a Treasury +165, Treasury+225 e Treasury+245 rispettivamente per la tranche a 5, 10 e 30anni. Alla fine Intesa ha assegnato una tranche da 750 milioni di dollari a 5 anni, scadenza settembre 2024, con cedola 3.25%( US46115HBJ59); 750 milioni a 10 anni, scadenza settembre 2029,ì e cedola 4% (US46115HBL06), 500 milioni a 30 anni, settembre 2049, e cedola 4.70% (Isin US46115HBN61). Taglio minimo per tutte le emissioni lotto minimo 200mila euro con multipli di mille e rating assegnato Baa1/BBB.

Il clima di ottimismo ha contagiato un’altra banca italiana,  Banca Monte dei Paschi.Il gruppo  controllato dallo Stato ha emesso sul mercato, in un’operazione che rappresenta il ritorno dell’istituto dopo il Tier2 decennale collocato lo scorso 16 luglio.  Il gruppo senese ha collocato un prestito obbligazionario in euro con scadenza 24 settembre 2024. La riposta del mercato è stata positiva: sono arrivati ordini per 900 milioni a fronte di un’offerta di 500 milioni, per un titolo senior preferred la cui cedola è stata fissata al 3.625% a fronte di prime indicazioni di rendimento in area 3.875%. Rating dell’obbligazione Caa1/B/BHe, taglio minimo lotto minimo 100mila euro con multipli di mille (Isin XS2055091784).

Tra i corporate Abertis Infrasturcture  torna sul mercato con un doppio deal in euro: si tratta di due tranche da 850 milioni di euro ciascuna sulla scadenza a 8.5 anni e a 12.5 anni.  Il bond (Isin XS2055651918) paga una cedola annua fissa dell’1.125% e verrà rimborsato alla pari il  26 marzo 2028, il bond (XS2055652056) paga una cedola annua fissa dell’1.875% e verrà rimborsato a 100 il 26 marzo 2032. Taglio minimo di negoziazione lotto minimo 100mila euro con multipli di 100mila e rating BBB.

Terminato il roadshow, Achmea è pronta a collocare due nuove obbligazioni subordinate: 500 milioni di euro di un bond perpetual NC10 Tier1 con indicazione di rendimento al 4.625%  4.75% e 250 milioni di euro di un’obbligazione 20NC10 Tier2, in uscita a rendimento ms+250.

British Telecommunication è tornata sul mercato con un’obbligazione senior in euro suddivisa in due tranche. Le due emissioni hanno rating Baa2/BBB e lotto minimo di negoziazione lotto minimo 100mila euro con multipli di mille. Nel dettaglio la compagnia telefonica della Gran Bretagna ha collocato 750 milioni di euro sulla scadenza a 10 anni e 650 milioni sulla scadenza a sei anni.

La tranche a 10 anni (isin XS5051494495) paga una cedola annua fissa pari a 1.125% ed è stato emesso al prezzo di 98.86, la tranche più breve a sei anni (XS2051494222) paga una cedola fissa dello 0.50% ed il prezzo di emissione è stato fissato a 99.76.

Generali ha lanciato il suo primo green bond, un bond Tier2 con struttura bullet e con scadenza 2030 destinato ad investitori qualificati. Il bond verde, il primo in Europa di una compagnia assicurativa, si inserisce nel progetto di maggiore sostenibilità ambientale. Generali allo stesso tempo lancia un’offerta di riacquisto per cassa dei propri titoli aventi prima data di call nel 2022, per un importo nominale aggregato fino a 1 miliardo.

Uber, la società che consente ai passeggeri di godere di un trasporto privato attraverso apposita prenotazione via app, ha collocato un bond  (Isin USU9029YAC40) da 1.2 miliardi di dollari e con cedola 7.5% e scadenza 15 settembre 2027 . Il riscontro del mercato è stato positivo, con ordini pari a 2 miliardi, tanto che il giorno successivo il rendimento delle obbligazioni risultava sceso al 7.29%, grazie al prezzo salito a 101. Si è trattato della seconda emissione di Uber dopo quella dell’ottobre 2018. Il bond ha rating CCC/B3 (junk bond) con taglio retail da 2mila dollari con multipli di mille.

In sterline nuovo deal per Barclays da un miliardo con cedola fissata al 6.375% con struttura At1 perpetual e prima call nel 2025. Rating dell’emissione Ba3/B+/BB+, isin XS2049810356 e taglio minimo da lotto minimo 200mila dollari con multipli di mille.

Grande successo per il multi deal di Pemex,  la compagnia petrolifera statale messicana, che grazie ad un aiuto governativo da 5 miliardi di dollari, ha iniziato a programmare, con il plauso del mercato che fino a pochi mesi fa era critico, il roll di molti titoli in scadenza, rimodulando la maturity del debito. Nello specifico si tratta di 3 nuovi titoli con scadenza a 7 anni e cedola del 6.49% per 1.25 miliardi di dollari (Isin USP78625DW03); cedola del 6.84% per la scadenza 2030 emesso per 3.25 miliardi (USP78625DX85) ed infine cedola del 7.69% sulla scadenza 2050, collocata per 3 miliardi (USP78625DY68). Per tutti i titoli il taglio minimo è 10mila dollari con multipli di mille ed il rating Baa3/BBB+/BB+.

Brutte notizie per i possessori di titoli della Thomas Cook, storico tour operator UK, già in crisi da tempo ed alla ricerca di un acquirente. Intanto ha fatto ricorso alla procedura di protezione dai creditori ed i prezzi dei titoli, già depressi hanno ulteriormente perso terreno quotando

Autotorino Spa, azienda nel settore automotive, emette un minibond da 10 milioni di euro. Il titolo ha durata settennale e cedola a tasso fisso del  3%. I proventi di questa emissione servono a supportare il percorso di crescita della storica azienda valtellinese, fondata nel 1965.

Aston Martin, casa automobilistica inglese, starebbe valutando un ritorno sul mercato obbligazionario con un nuovo bond, l’operazione è ideata per aumentare la liquidità sino a che non sarà lanciato il nuovo suv Dbx, che secondo il management dovrebbe dare nuovo slancio alle vendite della casa automobilistica inglese.

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