Brexit, l’esperto di City University of London: “Il ‘boosterism’ di BoJo non è la soluzione”

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di Stefano Fossati 20 Settembre 2019 | 15:00

Si chiama “boosterism” la strategia di rilancio dell’economia sostenuta da Boris Johnson. Su carta, il premier britannico promette investimenti in infrastrutture, stimoli economici e sgravi fiscali. Ma il rischio è che, invece di rappresentare un antidoto all’austerità, la volontà di “mettere il turbo” all’economia sia uno slogan destinato a riportare risultati deludenti.

Il professor Richard Murphy, docente di politica economica internazionale alla City University of London è l’autore di un interessante articolo sul tema pubblicato dal sito The Conversation: “Boris Johnson’s economic policy debunked – ‘boosterism’ has failed everywhere else” (La politica economica di Boris Johnson smascherata – il “boosterism” ha fallito ovunque).

Il ‘boosterism’ di Johnson come l”America First’ di Trump

“Sembra che Boris Johnson stia optando per un approccio originale alla politica economica”, scrive Murphy. “Non è per lui l’idea di una Johnsonomics, sulla scia dell’Osbornomics e della Corbynomics. Né, a quanto pare, ci sarà del Johnsonismo, come nel Thatcherismo. Piuttosto, si dice che il suo governo porterà avanti il ‘boosterism’. In apparenza un mix di misure di promozione, stimolo economico e sgravi fiscali, il boosterism sembra essere un credo economico con fondamenta traballanti”.

Prosegue l’esperto: “Una veloce ricerca su Google Scholar rivela che il termine ‘boosterism’ non è un concetto economico mainstream. Il termine si riferisce comunemente alla promozione di una candidatura di una città che cerca di ospitare le Olimpiadi o altri eventi importanti. Inteso in questo modo il termine sembrerebbe aver origine nello sviluppo del West americano nel diciannovesimo secolo e nell’abitudine delle piccole città di promuovere la propria attrattiva con affermazioni esagerate e presunti vantaggi nella speranza di attirare nuovi residenti. Il boosterism era quindi riferito alla promozione di un’eccessiva fede in un luogo – forse un qualcosa su cui Johnson fa affidamento per la Gran Bretagna post-Brexit”.

Murphy punta il dito contro la strategia isolazionista di Johnson: “Un’interpretazione più recente del boosterism potrebbe suggerire che sia riferito a un nazionalismo esasperato – l’aspetto locale è stato sostituito dalla nazione. Il concetto ‘America First’ di Donald Trump calza a pennello. E il fatto che il motto America First sia stato usato per primo da Woodrow Wilson per difendere l’isolazionismo americano prima dell’ingresso nella Prima guerra mondiale ne rafforza l’idea, e l’attrattiva che esercita su di un primo ministro che si è speso per portare fuori il Regno Unito dall’Europa”.

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