Ftse Mib, la corsa è ormai prossima al capolinea? Le blue chip sotto la lente

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Avatar di Gianluigi Raimondi 20 Settembre 2019 | 14:30

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di FinanzaOperativa.com del 20 settembre 2019

Il Ftse Mib dopo il ritracciamento registrato nelle prime due sedute della settimana si è avvicinato nuovamente ai top dell’anno. Quali evoluzioni si attende ora?

La fiammata registrata dal petrolio lunedì scorso ha fatto rallentare un po’ il passo alle Borse e anche a Piazza Affari, ma non più di tanto, visto che la salita del greggio ha spinto in avanti i titoli oil tra cui Eniche ha un peso notevole sul nostro listino. Proprio ieri il Ftse Mib è tornato al di sopra della soglia dei 22.000 punti e si sta avvicinando nuovamente al test dei massimi dell’anno a quota 22.360 punti.A mio avviso vedremo almeno un test di questa soglia che rappresenta uno spartiacque molto importante tra un prossimo rialzo e un ribasso. C’è da dire che possiamo vedere l’inizio della formazione di un testa spalle rialzista, con testa sul minimo a quota 20.000 punti toccati a metà agosto e neckline a 22.360 punti. Se sarà superata questa resistenza, potremo assistere ad un ulteriore e duraturo rialzo del Ftse Mib con primi obiettivi a 22.500 e a 22.750 punti e in seguito in area 23.000.

Personalmente non so se l’indice riuscirà a valicare l’ostacolo rappresentato dai massimi dell’anno e sono molto dubbioso su questo. Non sarà facile per il Ftse Mib andare oltre i 22.350/22.360 punti, a meno che Wall Street non acceleri con decisione.
Per contro, l’eventuale violazione del supporto statico e dinamico posto a quota 21.750 punti, innescherebbe una correzione del Ftse Mib con primo obiettivo a 21.500 punti e target successivi a 21.250 e a 21.000 punti.

Unicredit e Intesa Sanpaolo ieri hanno mostrato più forza del Ftse Mib. Qual è la sua view su questi due titoli?

Unicredit dal punto di vista tecnico sta disegnando un movimento a V e l’obiettivo ultimo dello stesso è a quota 11,8 euro. Visto anche il posizionamento dei principali indicatori e oscillatori tecnici, direi che il titolo potrebbe raggiungere questo target in tempi relativamente obiettivi, con step intermedio a quota 11,5 euro. Per un acquisto di Unicredit consiglierei di posizionare uno stop loss abbastanza vicino a quota 10,85 euro, dove transita il supporto dinamico ascendente di breve termine.

Intesa Sanpaolo è stato respinto di recente dalla resistenza a 2,2 euro, ma al pari di Unicredit è inserito in un canale ascendente. Fino a quando non sarà violata la soglia dei 2,12 euro, dove troviamo il supporto dinamico ascendente, direi che l’uptrend di Intesa Sanpaolo può continuare. Un primo obiettivo al rialzo lo possiamo individuare a 2,3 euro, con target successivo a 2,35 euro, sui massimi dell’anno.

Quali indicazioni ci può fornire per Eni e Saipem alla luce del recente andamento di entrambi?

Eni appare inserito graficamente in un canale ascendente dalla seconda metà di agosto.
Il titolo ha incontrato una resistenza a 14,5 euro che si preannuncia alquanto ostica da superare. Dal punto di vista tecnico l’ostacolo appena indicato è superabile visto che gli indicatori tecnici non sono ancora entrati in territorio di ipercomprato e visti i volumi di scambio superiori alla media trimestrale. Eni dunque potrebbe oltrepassare la barriera dei 14,5 euro con successivo allungo sin verso la soglia dei 15 euro.
Raggiunto questo livello vedo una fase di consolidamento per il titolo, se non un possibile ritracciamento, segnalando che un acquisto di Eni andrà corredato da uno stop loss a quota 14 euro.

Saipem a mio avviso è impostato meno bene di Eni, segnalando che nell’intraday di ieri ha violato a 4,387 euro la media mobile a 21 sedute. Questo conferma un po’ il downtrend che sta seguendo dopo il mancato superamento della resistenza statica di medio termine posta a quota 4,75 euro. I prossimi obiettivi al ribasso per Saipem li individuo a 4,25 euro prima e in seguito a quota 4 euro.
Solo il superamento confermato della resistenza a 4,75 euro potrebbe favorire un credibile nuovo rialzo del titolo con obiettivi a 5/5,1 euro.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Segnalo Italgas che si sta muovendo sostanzialmente in laterale, ma sta testando a quota 5,75 euro la media mobile a 21 sedute. Una volta oltrepassato questo ostacolo, potremmo assistere ad un allungo dei corsi verso la soglia dei 6 euro, dove troviamo la resistenza statica di breve-medio termine e il limite superiore del trading range di cui parlavo prima. A chi volesse acquistare Italgas consiglio di fissare uno stop loss molto rigido a 5,5 euro.

 

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