Saipem soffre debolezza quotazioni petrolifere

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di Gianluigi Raimondi 20 Settembre 2019 | 10:45

Nonostante una “accuratezza chirurgica” l’attacco della scorsa settimana al principale impianto saudita di raffinazione petrolifera sembra aver prodotto danni nel complesso lievi, tanto che si parla di un ritorno alla piena operatività già entro fine settembre. La notizia aveva inizialmente infiammato i titoli del comparto, in particolare le società di servizi come l’italiana Saipem, che però sono poi tornate a perdere quota in borsa in scia al calo delle quotazioni petrolifere, passate dai 62,3 ai 58 ,7 dollari al barile.

I giudizi e le raccomandazioni degli analisti su Saipem

Così Saipem stamane oscilla sotto i 4,42 euro per azione, un 10% circa più in basso di dove si trovava 12 mesi fa quando il petrolio quotava circa il 17% più di adesso (a ridosso dei 70,7 dollari al barile), come dire che il titolo è riuscito a mitigare l’impatto negativo delle quotazioni del greggio. Un dettaglio che non sembra essere sfuggito agli analisti, tanto che Morgan Stanley in questi giorni ha alzato da 6 a 6,3 euro per azione il target price confermando il proprio giudizio positivo (“overweight”, sovrappesare il titolo in portafoglio).

Il quadro tecnico di Saipem

Anche gli analisti tecnici, in particolare quelli di Websim (che mantengono Saipem nel portafoglio consigliato di posizioni “lunghe”) sembrano nutrire buone speranze per un recupero delle quotazioni del titolo italiano che al momento si trova a metà strada tra due possibili punti d’ingresso, individuati a 4 euro e a 4,75 euro. Se dovesse scivolare attorno al primo livello, Saipem potrebbe poi rimbalzare dapprima a 4,3 e poi a 4,6 euro, se invece riuscisse a recuperare i 4,75 euro per azione avrebbe spazio per portarsi almeno a 5 euro e poi anche a 5,4 euro secondo gli esperti, che fissano la stop loss nei due casi a 3,7 euro e a 4,5 euro per azione.

I fondamentali di Saipem

Più in generale gli analisti fondamentali appaiono ottimisti sul titolo con ben 16 giudizi positivi (equamente divisi tra “buy” e “outperform”) e 4 neutrali (“hold”), a front di soli 2 report moderatamente negativi (“underperform”). Il fatturato per l’anno in corso dovrebbe superare di poco la soglia dei 9 miliardi di euro con un utile ante imposte di circa 306 milioni. L’utile per azione è continua dunque essere che anche a questi livelli le valutazioni di Saipem non sono propriamente economiche, trattando a circa 34 volte gli utili per azione attesi nell’esercizio in corso, anche se la crescita a lungo termine resta più che interessante (il consenso indica poco meno del 130% di crescita attesa).

Comprare adesso approfittando di giornate di debolezza, in parte legata ai ricorrenti timori sull’esito delle trattative commerciali Usa-Cina (che come la tensione in Medio Oriente possono incidere sulla tenuta della crescita mondiale e pertanto sulla domanda di petrolio), potrebbe dunque rivelarsi una mossa interessante a medio termine, anche se rischia di esporre ad una certa volatilità di breve termine, essendo al momento il titolo in un trend neutro che non fornisce rilevanti segnali operativi, se non forse quello legato alla posizione degli indicatori stocastico e di forza relativa (Rsi), entrambi nella parte bassa della banda d’oscillazione e dunque compatibili con una fase di alleggerimento delle posizioni cui potrebbe seguire un rimbalzo tecnico.

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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