Eni, no al nucleare

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di Giacomo Berdini 14 Ottobre 2009 | 09:00
Paolo Scaroni ha dichiarato che non rientra nei programmi di Eni impegnarsi nel comparto nucleare; i costi sono troppo elevati. Di fronte all’istanza di divisione tra gas e oil presentata da Knight, l’AD teme che lo split distruggerebbe il valore dell’azienda.

L’Eni non ha in programma di entrare nel settore del nucleare. Ad annunciarlo è stato l’Amministratore Delegato della compagnia energetica Paolo Scaroni, durante un colloquio con il Financial Times.
“Non rientra nei nostri piani”, ha dichiarato Scaroni, facendo riferimento alla posizione assunta da Eni di fronte all’invito inoltrato da Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico, a partecipare alla costruzione di nuove centrali nucleari in Italia. La risposta negativa è dovuta anche agli ingenti costi necessari alla realizzazione di un impianto.

La situazione del nucleare italiano per il momento vede la joint venture Enel-Edf alle prese con i progetti per la realizzazione di quattro centrali basate su tecnologia francese Epr. Recentemente è stato inoltre siglato negli Stati Uniti un accordo con delle compagnie americane, che si impegneranno a costruire una serie di impianti sul suolo italiano. Fra queste società si annovera la presenza di Westinghouse, controllata da Toshiba, di cui è licenziataria Ansaldo Nucleare (Finmeccanica).

Rispondendo al rapporto presentato dal fondo Knight Vinke, Scaroni definisce lo split tra oil e gas una “distruzione di valore”.
“Essere grandi operatori nel comparto del gas”, afferma, “Ha effetti positivi sul business del petrolio.”.

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