Nubi nere sull’Eurozona, sugli Usa “regge” il sereno

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Avatar di Stefano Fossati 1 Ottobre 2019 | 09:30

A cura dell’Advisory di Cassa Lombarda

In Eurozona si addensano nubi nere all’orizzonte dopo la pubblicazione delle letture anticipatorie di settembre degli indici Pmi che hanno puntato decisamente verso il basso. L’indice manifatturiero aggregato per l’Eurozona si porta sui minimi da ottobre 2012, la debolezza è stata più evidente per il manifatturiero tedesco, dove l’attività è ai minimi dal 2009. Sull’industria tedesca pesa un mix di fattori come il rallentamento cinese, le dispute commerciali globali, la Brexit e le problematiche del settore auto. Questi ultimi dati avallano la recente decisione della Bce di lanciare un’importante pacchetto di stimoli al fine di stimolare la crescita economica nel Vecchio Continente, altrimenti destinata a cadere in stagnazione. Negli Usa la lettura finale del Pil del secondo trimestre ha confermato quelle precedenti con una crescita annua del 2% seppur con minori consumi e investimenti. Il mercato del lavoro è stabile sui massimi ma il benessere e la fiducia dei consumatori consolidano i livelli per il ridursi dei benefici della riforma fiscale.

Obbligazioni

Hanno lasciato non pochi strascichi polemici le ultime decisioni di politica monetaria della Bce, con il membro tedesco del board, Sabine Lautenschläger, che ha annunciato le sue dimissioni a partire dal 31 ottobre, oltre due anni in anticipo rispetto alla fine ufficiale del suo mandato. La Lautenschläger si era fermamente opposta alla ripresa del Qe e al taglio dei tassi decisi questo mese. I rendimenti dei Treasury Usa sono scesi con il permanere delle tensioni commerciali tra Washington e Pechino. Il titolo benchmark decennale ha visto archiviare la seconda settimana di fila con rendimenti in calo. I Treasury Usa decennali si apprestano ad archiviare il terzo trimestre con rendimenti in calo. Negli Stati Uniti sono proseguite le iniezioni di liquidità da parte della Fed al fine di allentare le tensioni nel mercato monetario in cui le banche trovano finanziamenti di breve termine. In Giappone, i rendimenti dei titoli di Stato quinquennali sono diminuiti ad un nuovo minimo storico dopo le parole del governatore della banca centrale, Haruhiko Kuroda, che hanno aumentato la speculazione per un taglio dei tassi di interesse in ottobre

Azioni

Settimana senza direzione di fondo per le borse europee mentre a Wall Street gli indici archiviano un’ottava in flessione su cui è pesato il rinnovarsi delle tensioni commerciali Usa-Cina, il peggioramento dell’outlook da parte del produttore di chip Micron e il rischio di impeachment per il presidente Trump richiesto da parte del partito democratico. Gli investitori in particolare hanno temuto quanto riportato venerdì scorso dall’agenzia Bloomberg, sul finire di seduta, ossia che il governo Trump starebbe valutando possibili limitazioni agli investimenti diretti cinesi in America, tra cui il delisting delle società cinesi da Wall Street. Il tutto a pochi giorni dalla ripresa delle trattative di alto livello, a Washington, tra i rappresentanti dei due paesi. In Europa pesante il settore auto penalizzato dal rallentamento del ciclo e dal warning congiunto dei produttori per cui una Brexit senza accordo avrà conseguenza catastrofiche sul settore e il settore delle banche su cui grava il timore del deterioramento dei crediti in un’economia in rallentamento.

Valute e materie prime

Poco mossa la sterlina inglese, dopo aver recuperato i massimi di quattro mesi contro euro. La Corte Suprema inglese, con verdetto unanime, ha dichiarato illegale la decisione del primo ministro Boris Johnson di sospendere il parlamento per cinque settimane. In seguito al verdetto il Parlamento ha ripreso i lavori. Il primo ministro inglese Boris Johnson ha dichiarato che non rassegnerà le proprie dimissioni nel caso in cui il termine per la Brexit del 31 ottobre dovesse essere posticipato, e si è definito cautamente ottimista sulle possibilità di raggiungere un accordo. Il petrolio ha praticamente cancellato i rialzi innescati, a metà mese dagli attacchi contro gli stabilimenti sauditi, dopo che la produzione è tornata a livelli normali.

Outlook

Nell’area euro saranno pubblicati i dati sull’inflazione e sulla disoccupazione sia per l’intera area che per i principali paesi membri. Verranno pubblicate le seconde letture degli indici Pmi di settembre che dovrebbe confermare il declino sia del settore manifatturiero che dei servizi. Negli Stati Uniti i dati di settembre per cui è programmato il rilascio dovrebbero confermare l’espansione in corso, sebbene a un ritmo gradualmente più moderato. L’attenzione degli investitori sarà focalizzata sull’indice Ism manifatturiero, che se come da attese risalirà sopra la soglia dei 50 punti, dovrebbe raffreddare i timori di un’imminente inversione del ciclo. Sul finire della settimana verranno rilasciati i dati sull’occupazione Usa che dovrebbero confermare il rallentamento della tendenza in un contesto tuttavia di piena occupazione. Nel corso della settimana si terrà il congresso del partito conservatore britannico. Questa settimana i listini azionari cinesi saranno chiusi a partire da martedì sino a lunedì prossimo per le festività per le celebrazioni del 70° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. La Banca Centrale Cinese ha annunciato che continuerà a rafforzare gli sforzi per contrastare il rallentamento economico fornendo un livello adeguato di liquidità.

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