Oro, le banche centrali proseguono negli acquisti

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Avatar di Gianluigi Raimondi 3 Ottobre 2019 | 10:00

A cura di OroVilla

Non cessa il forte ritmo di acquisti di oro delle banche centrali che, nei primi sette mesi del 2019, hanno posto a riserva quasi 470 tonnellate, a fronte di vendite per sole 33 tonnellate. Il grafico sottostante mostra i maggiori acquirenti che vedono ancora una volta primeggiare la Russia con 106 tonnellate, seguite da un’inaspettata Polonia che, dopo aver comprato nel 2018 ben 26 tonnellate, è tornata compratrice per quasi 100 tonnellate.

Siamo di fronte a un fenomeno importante che vede attive non solamente le banche orientali, ma anche un paese dell’Unione Europea come la Polonia. Proseguono poi gli acquisti di Cina e Turchia con quantitativi considerevoli, seguiti poi dall’assiduo Kazakistan e dall’India. Proprio l’India è stato un paese in cui i cittadini hanno mostrato in passato un sensibile interesse per l’oro, fortemente acquistato in occasione di matrimoni. La popolazione ha dovuto suo malgrado diminuire tali acquisti, a causa degli alti prezzi e delle tasse applicate dal governo, ricorrendo per lo più all’argento. Per contro la banca centrale negli ultimi due anni ha ripreso gli acquisti di oro tornando su un mercato in cui era assente dal 2009.

Le banche centrali manifestano così un crescente disagio nella nuova ondata di manovre espansive che vengono nuovamente abbracciate dalle banche centrali maggiori, senza che queste siano riuscite a raddrizzare l’economia e a normalizzare i propri bilanci.

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